La sezione è dedicata ad un’unica straordinaria villa, situata a nord-ovest dell’antica Ercolano, affacciata scenograficamente sul mare su più livelli, con un fronte lungo 250 metri; una grandiosa dimora d’otium dell’aristocrazia romana, sepolta dall’eruzione del 79 d.C.
Ad accogliere i visitatori è la monumentale Atena Promachos (colei che combatte in prima linea), che introduce il racconto degli scavi borbonici e della straordinaria scoperta della Villa, destinata a influenzare profondamente la storia del gusto e della cultura europea dell’epoca.
Dal 1750 al 1764, infatti, per volere di Carlo di Borbone, l’ingegnere militare Karl Weber diresse gli scavi e disegnò la pianta del magnifico edificio, con un’attenzione al dettaglio ancora oggi ammirevole.
L’esplorazione del complesso risultò molto difficile, sepolta com’era a 27 metri di profondità, e fu possibile grazie a un sistema di cunicoli e pozzi scavati nella pietra dura e compatta.
La villa deve il suo nome al ritrovamento di oltre 1.800 rotoli di papiro carbonizzato, per la maggior parte testi in lingua greca dedicati alla filosofia epicurea, oggi conservati e studiati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli.
Il percorso ripercorre l’evoluzione delle tecniche di lettura dei papiri, dalla macchina dell’abate Antonio Piaggio nella seconda metà del Settecento, ai più avanzati sistemi contemporanei di indagine non invasiva basati anche sull’Intelligenza Artificiale.
Tra i pezzi più curiosi spiccano quattro piccoli busti bronzei iscritti di Epicuro, Zenone, Ermarco e Demostene, utilizzati in antico per suddividere, per autore, i rotoli sugli scaffali.
Le sale successive sono dedicate ai diversi ambienti della Villa, con il loro apparato decorativo fatto di sculture e affreschi, esposti, dove possibile, secondo la loro collocazione originaria.
Un’imponente installazione centrale, rivestita da lastre sagomate di pietra basaltica, evoca i cunicoli degli scavi borbonici e la colata vulcanica che seppellì Ercolano, restituendo al pubblico l’atmosfera delle prime esplorazioni settecentesche.
Le sculture della Villa dei Papiri costituiscono il più grande nucleo di bronzi d’epoca romana giunto fino a noi, tra i quali spiccano capolavori assoluti dell’arte antica quali i corridori, l’Hermes a riposo, il satiro ebbro, i ritratti di principi e filosofi.
La sezione, valorizza inoltre opere precedentemente conservate nei depositi del MANN, tra cui il ritratto di Ercole coronato d’ulivo, un prezioso affresco con scena di paesaggio del I secolo a.C. e una testa di Apollo in bronzo, nota come Kouros Pisoni databile alla fine del I sec. a.C.