Al MANN si presenta in anteprima un biscuit di Filippo Tagliolini ispirato alla celebre statua della Collezione Farnese raffigurante l’Artemide di Efeso, acquisito recentemente dal MiC per il Museo e Real Bosco di Capodimonte.
L’Atrio del MANN ospita due opere che dialogano attraverso i secoli: la celebre statua antica dell’Artemide Efesia (II secolo d.C.) e la porcellana settecentesca ad essa ispirata, ‘Il Sacrificio a Diana d’Efeso’ (1790 circa) di Filippo Tagliolini, prezioso biscuit appena entrato nelle collezioni di Capodimonte.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte raccontano insieme un pezzo di storia comune e, in particolare, ripercorrono il legame tra le antichità farnesiane e la Real Fabbrica di Napoli. La Collezione Farnese, infatti, fu trasferita nel 1796 al Nuovo Museo e Fabbrica della porcellana di Napoli, appunto a Capodimonte, dove gli allievi della Fabbrica della porcellana avevano la possibilità di vedere, disegnare, conoscere e copiare i capolavori della scultura antica, talvolta riprodotti o rielaborati nella preziosa porcellana non smaltata, il biscuit.
Lì era esposta anche l’Artemide Efesia, come testimonia esplicitamente un intellettuale del ‘700, Carlo Gastone della Torre di Rezzonico, morto a Napoli nel 1796, che scrive di averla vista “…in una vasta sala, dove molti giovani dipingevano le porcellane, ammirai… una Diana Efesina, ossia la Natura multimammia, di cui non vedesi la più bella; le mani, i piedi e la testa sono di bronzo; il corpo carico di animali e di emblemi tutto d’alabastro”.
Ed è probabilmente lì che la vide lo scultore e ceramista Filippo Tagliolini, maestro della Real fabbrica Ferdinandea. Il biscuit, che viene presentato in anteprima al MANN, integra la figura della dea con quelle di tre offerenti, tra cui un genio alato. Simili varianti iconografiche sono frequenti nella produzione della Real Fabbrica di Napoli, spesso ispirata a sculture e altri manufatti antichi, sia dalla Collezione Farnese, sia dagli scavi di Ercolano e Pompei.
La statua di Artemide Efesia, in alabastro e bronzo, appartiene al nucleo costitutivo cinquecentesco della Collezione Farnese, giunta nel 1788 da Roma a Napoli per via di mare, in virtù dell’eredità del re Carlo di Borbone da parte di sua madre, Elisabetta Farnese.
In previsione del trasferimento le sculture della collezione furono sottoposte ad un restauro generale e in questa occasione lo scultore Giuseppe Valadier aveva realizzato per l’Artemide, in bronzo verniciato, la testa, i piedi e le mani mancanti. Queste ultime, danneggiate durante l’occupazione francese, furono poi nuovamente integrate nel 1805, in occasione del passaggio della Collezione Farnese al Nuovo Museo dei Vecchi Studi di Napoli, di cui il MANN è l’erede.
La scultura appartiene al gruppo delle numerose repliche, databili al II secolo d.C., della statua di culto del santuario di Artemide a Efeso, in Turchia. La dea indossa una sopravveste stretta e rigida, una specie di grembiule (ependytes in greco), decorata da figure di animali, e un collare a disco su cui appaiono personaggi femminili alati e simboli zodiacali. Al busto pendono elementi tondeggianti disposti su più file: tradizionalmente identificati come mammelle, sono invece da interpretare come gli scroti dei tori che venivano offerti alla dea. Nel santuario di Efeso, l’originaria immagine della dea, dominatrice della natura e dell’ordine cosmico, doveva essere una scultura di età arcaica in legno (xoanon in greco), che veniva addobbata con abiti e gioielli.
Un allestimento del
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Direttore Generale
Francesco Sirano
con un’opera del
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Direttore Generale
Eike Schmidt
a cura di
Francesco Sirano, Eike Schmidt
Ministero della Cultura
Ministro
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Capo di Gabinetto
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Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale
Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Direttore Generale
Francesco Sirano
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con Valentina Cosentino
Stefano Ciotola
Segretario amministrativo
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Concessioni
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Ufficio legale e contenzioso
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Ufficio mostre
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Marialucia Giacco
con Rita Di Maria
Amelia Menna
Quintina Napolano
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Raffaella Bosso
Laura Forte
Marialucia Giacco
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Julie Pezzali
Emanuela Santaniello
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con
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Rita Di Maria
Rowena Giura
Angela Luppino
Valentino Piva
Anna Pizza
Giovanna Scarpati
Giovanna Stingone
Ufficio Catalogo e Medagliere
Floriana Miele
Servizi Educativi
Giovanni Vastano
con Annamaria Di Noia
Luigi Maruzzella
Elisa Napolitano
Angela Rita Vocciante
Ufficio Comunicazione
Antonella Carlo
con Caterina Serena Martucci
Ufficio Restauro
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Valentina Fiorito
Roberta Monina
Damiana Salier
Manuela Valentini
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Biblioteca e Archivio Storico
Antonio Franco
con Angela Luppino
Serena Venditto
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Archivio corrente
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Julie Pezzali
con Luigi Maruzzella
Ufficio Tecnico
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