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MANN e Capodimonte: l’eco di Artemide

MANN e Capodimonte: l'eco di Artemide

Periodo

13 maggio- 8 giugno 2026

Prezzo biglietto

mostra inclusa nel biglietto d’ingresso

Al MANN si presenta in anteprima un biscuit di Filippo Tagliolini ispirato alla celebre statua della Collezione Farnese raffigurante l’Artemide di Efeso, acquisito recentemente dal MiC per il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

L’Atrio del MANN ospita due opere che dialogano attraverso i secoli: la celebre statua antica dell’Artemide Efesia (II secolo d.C.) e la porcellana settecentesca ad essa ispirata, ‘Il Sacrificio a Diana d’Efeso’ (1790 circa) di Filippo Tagliolini, prezioso biscuit appena entrato nelle collezioni di Capodimonte.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte raccontano insieme un pezzo di storia comune e, in particolare, ripercorrono il legame tra le antichità farnesiane e la Real Fabbrica di Napoli. La Collezione Farnese, infatti, fu trasferita nel 1796 al Nuovo Museo e Fabbrica della porcellana di Napoli, appunto a Capodimonte, dove gli allievi della Fabbrica della porcellana avevano la possibilità di vedere, disegnare, conoscere e copiare i capolavori della scultura antica, talvolta riprodotti o rielaborati nella preziosa porcellana non smaltata, il biscuit.
Lì era esposta anche l’Artemide Efesia, come testimonia esplicitamente un intellettuale del ‘700, Carlo Gastone della Torre di Rezzonico, morto a Napoli nel 1796, che scrive di averla vista “…in una vasta sala, dove molti giovani dipingevano le porcellane, ammirai… una Diana Efesina, ossia la Natura multimammia, di cui non vedesi la più bella; le mani, i piedi e la testa sono di bronzo; il corpo carico di animali e di emblemi tutto d’alabastro”.

Ed è probabilmente lì che la vide lo scultore e ceramista Filippo Tagliolini, maestro della Real fabbrica Ferdinandea. Il biscuit, che viene presentato in anteprima al MANN, integra la figura della dea con quelle di tre offerenti, tra cui un genio alato. Simili varianti iconografiche sono frequenti nella produzione della Real Fabbrica di Napoli, spesso ispirata a sculture e altri manufatti antichi, sia dalla Collezione Farnese, sia dagli scavi di Ercolano e Pompei.

La statua di Artemide Efesia, in alabastro e bronzo, appartiene al nucleo costitutivo cinquecentesco della Collezione Farnese, giunta nel 1788 da Roma a Napoli per via di mare, in virtù dell’eredità del re Carlo di Borbone da parte di sua madre, Elisabetta Farnese.

In previsione del trasferimento le sculture della collezione furono sottoposte ad un restauro generale e in questa occasione lo scultore Giuseppe Valadier aveva realizzato per l’Artemide, in bronzo verniciato, la testa, i piedi e le mani mancanti. Queste ultime, danneggiate durante l’occupazione francese, furono poi nuovamente integrate nel 1805, in occasione del passaggio della Collezione Farnese al Nuovo Museo dei Vecchi Studi di Napoli, di cui il MANN è l’erede.

La scultura appartiene al gruppo delle numerose repliche, databili al II secolo d.C., della statua di culto del santuario di Artemide a Efeso, in Turchia. La dea indossa una sopravveste stretta e rigida, una specie di grembiule (ependytes in greco), decorata da figure di animali, e un collare a disco su cui appaiono personaggi femminili alati e simboli zodiacali. Al busto pendono elementi tondeggianti disposti su più file: tradizionalmente identificati come mammelle, sono invece da interpretare come gli scroti dei tori che venivano offerti alla dea. Nel santuario di Efeso, l’originaria immagine della dea, dominatrice della natura e dell’ordine cosmico, doveva essere una scultura di età arcaica in legno (xoanon in greco), che veniva addobbata con abiti e gioielli.

Un allestimento del
Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Direttore Generale
Francesco Sirano

con un’opera del
Museo e Real Bosco di Capodimonte

Direttore Generale
Eike Schmidt

a cura di
Francesco Sirano, Eike Schmidt

Ministero della Cultura

Ministro
Alessandro Giuli

Capo di Gabinetto
Valentina Gemignani

Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale

Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Direttore Generale
Francesco Sirano

Ufficio di Direzione

Patrizia Cilenti
con Valentina Cosentino
Stefano Ciotola

Segretario amministrativo

Stefania Saviano
con Alessandro Castaldo

Concessioni

Concetta Gesuele

Ufficio legale e contenzioso

Tiziana Garofalo

Ufficio mostre

Laura Forte
Marialucia Giacco
con Rita Di Maria
Amelia Menna
Quintina Napolano
Anna Pizza

Ufficio curatori e Ufficio depositi

Raffaella Bosso
Laura Forte
Marialucia Giacco
Floriana Miele
Julie Pezzali
Emanuela Santaniello
Giovanni Vastano

con
Elena Camerlingo
Rita Di Maria
Rowena Giura
Angela Luppino
Valentino Piva
Anna Pizza
Giovanna Scarpati
Giovanna Stingone

Ufficio Catalogo e Medagliere

Floriana Miele

Servizi Educativi

Giovanni Vastano
con Annamaria Di Noia
Luigi Maruzzella
Elisa Napolitano
Angela Rita Vocciante

Ufficio Comunicazione

Antonella Carlo
con Caterina Serena Martucci

Ufficio Restauro

Maria Teresa Operetto
Valentina Fiorito
Roberta Monina
Damiana Salier
Manuela Valentini
con Immacolata Simeone

Biblioteca e Archivio Storico

Antonio Franco
con Angela Luppino
Serena Venditto
Vittoria Minniti

Archivio corrente

Antonio Franco
con Anna Avolio
Alessandro Gioia
Rosario Scotto

Archivio e Ufficio fotografico

Julie Pezzali
con Luigi Maruzzella

Ufficio Tecnico

Amanda Piezzo
Alessia Mazzei
Damiana Treccozzi
con Giuseppe Ficarra
Francesco Mereu
Vincenzo Scarpato

Ufficio Gare e contratti

Stefania Saviano
con Angelo Diomaiuti
Gessica De Luca
Monica Fiorillo

Ufficio Ragioneria

Raffaele Traverso
con Carmela Marchesini
Daniela Fiorillo

Ufficio Coordinatori vigilanza

Anna Avolio
Annamaria Chiarolanza
Marianna Coppola
Francesco Esposito
Gennaro Esposito
Michele Germano
Gianluca Simaz

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