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MANN in Colours, parte la Expert Room

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MANN in Colours, parte la Expert Room
Dal 7 al 9  marzo, sarà possibile, nella sezione numismatica, osservare il lavoro degli esperti 
Svelati, agli occhi dei visitatori, i colori delle statue antiche

 

Emozioni da raccontare e da vivere: al via, dal 7 al 9 marzo, la Expert Room del progetto scientifico “MANN in Colours” per ricostruire le caratteristiche cromatiche che definivano splendore e bellezza delle statue antiche.
Nella sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, così, il team di archeologi e diagnosti, guidato dalla dott.ssa Cristiana Barandoni (Research Fellow Indiana University-USA e responsabile scientifico del progetto “MANN in Colours”), intraprenderà en plein air il proprio percorso di ricercagli appuntamenti settimanali si ripeteranno mese per mese ed avranno come oggetto, per la programmazione di marzo, la Venere detta Lovatelli, la Venere tipo Marina della collezione Farnese e la Venere in Bikini.
In prossimità delle celebrazioni per la Festa della Donna, la Expert Room di “MANN in Colours” permetterà al pubblico di verificare, con i propri occhi, quale era il segreto del fascino femminile rappresentato nell’arte antica: non soltanto eleganza e sinuosità di forme, ma anche brillantezza del colore che riempiva, prepotente, il nitore del marmo.

Bambini e ragazzi con i capelli grigi, grazie alle spiegazioni degli esperti, potranno seguire le diverse fasi della ricerca e divenire protagonisti di un originale viaggio di conoscenza: i visitatori, infatti, saranno stimolati ad interagire con gli archeologi e con i diagnosti, utilizzando nuove tecnologie e canali social per condividere un’esperienza unica, che fonderà il linguaggio della scienza con i moderni strumenti della comunicazione.

La Expert Room rappresenta la prima fase del progetto MANN in Colours – anticipa il direttore Paolo Giulierini – nelle sale del Museo Archeologico Nazionale, sarà realizzato prossimamente anche uno spazio Experience nato dalla sinergia con l’Università Nazionale Normale di Taiwan (Taipei). Finalità scientifica dell’intero progetto è la creazione di un Italian Polychromy Databaseche metterà in rete il bagaglio di conoscenze acquisite al MANN”

“L’applicazione di indagini scientifiche sulla statuaria classica ha visto un rapido sviluppo negli ultimi anni grazie anche al crescente interesse di archeologi e studiosi sulla ri-scoperta della policromia nella statuaria classica, greca e romana.  Il progetto che qui viene proposto riguarda da una parte la creazione del primo database sulla policromia antica promosso da un museo italiano e dall’altra si auspica di costruire dalle basi un metodo sulla comunicazione, in grado di attrarre un numero ampio di prosumers, grazie all’impiego di nuove tecnologie e software digitali mai impiegati in Italia fino ad oggi per la valorizzazione di questo ambito di studi”dichiara Cristiana Barandoni, responsabile scientifico di “MANN in Colours”.

Note sulle opere scelte per la Expert Room di “MANN in colours”
 

VENERE MARINA. La cosiddetta Venus Marina venne rinvenuta a Pompei nell’atrio della casa IX; è stata scelta per questo progetto perché oltre ad appartenere alla Collezione Farnese presenta evidenti tracce di colore rosso e azzurro nel mantello.

VENERE IN BIKINI. La celebre statuetta proviene anch’essa da Pompei, questa volta dalla casa di Maximus (successivamente rinominata Casa della venere in Bikini, in suo omaggio); al momento del rinvenimento era custodita all’interno di un armadio posizionato nel tablino. La dea indossa un elegante bikini dorato ed è raffigurata mentre si slega un sandalo con fare sinuoso ed elegante.
VENERE (tipo) LOVATELLI. Questa singolare scultura fu rinvenuta a Pompei nella casa di Diomede, più precisamente nel larario costruito nel peristilio. Sinuosa e nuda fino alle gambe, recando nella mano sinistra il pomo del giudizio di Paride, presenta visibili tracce di policromia e fori ai lobi delle orecchie che secondo la moda dell’epoca dovevano ospitare orecchini dorati ai quali si affiancavano braccialetti ai polsi. Mentre il chitone era sicuramente bianco, l’hymation presenta ampie campiture di giallo che si alterna al verde del peplo.

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