Home Eventi “MANN at work”: il Museo che cresce presenta la programmazione 2019/2020

“MANN at work”: il Museo che cresce presenta la programmazione 2019/2020

36 min read
0
0
932

“MANN at work”: il Museo che cresce presenta la programmazione 2019/2020
Mercoledì 16 gennaio, ore 11.30

Tra grandi eventi e restyling delle aree espositive, al centro il dialogo con la città

 

COMUNICATO STAMPA

16 gennaio. Il biennio 2019/2020 sarà decisivo per il MANN, il “Museo che cresce” tra le grandi mostre, il restyling delle collezioni e degli spazi espositivi, l’identità glocal definita dalla proiezione internazionale e dalla
capacità di dialogo con il territorio. Le premesse di questa dimensione “at work” non soltanto sono state definite nel piano strategico triennale del Museo, ma sono state confermate dall’attività messa in campo nel 2018, anno dei record per il MANN: al 31 dicembre scorso, sono stati 613.426 i visitatori che hanno ammirato collezioni permanenti ed esposizioni temporanee, in aumento del 15.8% rispetto alle 529.799 presenze del 2017; ancora, l’abbonamento “OpenMann”, unicum nel panorama dei musei autonomi nazionali, ha registrato 3.728 adesioni nella fase promozionale, lanciata tra 1° dicembre 2018 e 7 gennaio 2019 (prevalente la sottoscrizione dell’opzione card per adulti, con 3.120 iscrizioni; ancora, sono state vendute 296 card “family” per due adulti over 25, 217 “young” per giovani tra i 18 ed i 25 anni, 95 “corporate” per aziende ed associazioni); infine, Paolo Giulierini, ha ottenuto da Artribune la menzione “Migliore Direttore di Museo” del 2018. La testata specializzata aveva già ‘nominato’ lo scorso anno il MANN ‘Migliore museo italiano’.
“Il 2019 è l’ anno del nuovo MANN, delle grandi mostre a partire da Canova fino a Thalassa, ma anche di importanti opere nel palazzo con l’ apertura delle sezioni Magna Grecia e Preistoria, il restyling delle pompeiane, una straordinaria sezione tecnologica lì dove la immaginò Maiuri, il rifacimento e allestimento del terzo giardino, quello della Vanella. Un discorso a parte merita l’immensa opera di riordino e
razionalizzazione, mai fatta sin ora, dei depositi MANN, il nostro ‘tesoro’: già avviata nel 2018 ne presenteremo a breve i primi risultati. Nel 2020 Napoli avrà il suo Museo Archeologico come le ultime generazioni non l’hanno mai visto: alla massima fruibilità degli spazi espositivi (basti pensare alle splendide sale con colonne dell’ala occidentale, chiuse da 50 anni, che ospiteranno la statuaria campana) si affiancheranno servizi moderni che porranno il MANN all’avanguardia tra i grandi siti mondiali consentendoci, ad esempio, di ospitare eventi in un auditorium di 300 posti tecnologicamente all’avanguardia”, commenta il Direttore Paolo Giulierini.

Il “Museo che cresce” diviene, così, un’architettura virtuosa, capace non soltanto di dinamizzare se stessa, ma anche di fare sistema con diverse realtà: guardando oltre i confini nazionali, l’organizzazione di mostre, spesso realizzate con reperti provenienti dai ricchissimi depositi senza depauperare le collezioni visitabili dai turisti, è un’occasione concreta per promuovere il brand del MANN.
“Il MANN nel mondo è sempre più autentico ambasciatore della cultura italiana. Solo le nostre mostre in tournée in Cina contano ad oggi oltre due milioni e mezzo di visitatori. Grazie un innovativo protocollo per
i prestiti internazionali ideato con l’ Università Federico II le nostre opere oggi viaggiano nel mondo con supporti multimediali, audiovisivi e un vero e proprio ‘corredo’ di comunicazione che racconta Napoli, la Campania, l’Italia: sono praticamente ‘a lavoro per noi’, oltre a generare introiti per circa 750mila euro in media ogni anno. Abbiamo appena chiuso un anno entusiasmante festeggiando un nuovo record, con oltre 613mila visitatori. Quasi quattromila persone nel corso delle ultime festività hanno acquistato l’abbonamento annuale: ora vogliamo che Open Mann diventi anche Open City e faccia rete sul territorio, cosi come Extramann del progetto Obvia fa rete tra i siti culturali cittadini. Un grande lavoro e tante esaltanti sfide ci aspettano”, conclude Giulierini.

Il 2019, anno del MANN
Le grandi mostre

Nel vulcano. Cai Guo-Qiang a Napoli e Pompei (dal 22 febbraio 2019) Dopo il successo dell’esposizione “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina (in programma al Museo sino all’11 marzo), il MANN
continuerà il proprio percorso di indagine sulla cultura orientale, affidandosi, stavolta, alle suggestioni delle opere di Cai Guo Qiang, uno degli artisti cinesi contemporanei più noti nell’entourage internazionale,
insignito del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999: sky ladder conosciuto per le sue emozionanti performance con il fuoco, Guo Qiang esporrà al Museo una selezione di lavori frutto della sua “officina
dell’esplosione”.Le opere, create dopo un evento con fuochi d’artificio, immaginato per l’Anfiteatro di Pompei, saranno in mostra al MANN ed entreranno in dialogo con le collezioni permanenti del Museo: Cai Guo Qiang stabilirà, infatti, un gioco di assonanze e dissonanze tematiche con sculture, mosaici ed affreschi antichi, coinvolgendo il visitatore in un affascinante e labirintico viaggio di scoperta tra passato e presente.

Canova e l’antico (dal 28 marzo 2019).
Tra le collaborazioni avviate nel 2017 con il Museo Statale Ermitage, vi è anche la realizzazione di una mostra inedita dedicata a Canova, con prestiti eccezionali dal Museo di San Pietroburgo, che conserva il maggior numero dei capolavori in marmo del Maestro. Un evento di caratura internazionale, che metterà in relazione, per la prima volta, l’arte sublime di Antonio Canova con l’arte antica e con i modelli che lo seppero ispirare, nelle loro massime espressioni: una novità scientifica, occasione per fare ricerca, collaborando, allo stesso tempo, con importanti musei prestatori; un’opportunità unica per ammirare insieme capolavori dell’arte plastica di tutti i tempi. Il percorso espositivo – curato da uno dei maggiori esperti in materia, Giuseppe Pavanello, affiancato da autorevoli studiosi e dalla direzione dei due musei promotori – prevedrà la presentazione di marmi e gessi di Canova, di nuclei importanti di bozzetti, disegni, monocromi e tempere del
grande Artista, provenienti da musei internazionali, posti accanto a capolavori delle raccolte del MANN. Nell’ambito della sinergia con l’Ermitage, dal 5 aprile 2019, sarà realizzata a San Pietroburgo l’esposizione “Pompei. Uomini, dei ed eroi”, in cui saranno presentati importanti reperti provenienti dal Museo Archeologico
Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei. Pompei e gli Etruschi (dal 30 maggio 2019)
Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed il Parco Archeologico di Pompei, prevede la realizzazioni di due grandi momenti espositivi, nella Palestra Grande dell’antica città vesuviana distrutta nel 79 d.C. ed al MANN. Seguendo le tappe dedicate a “Pompei e l’Europa”, “Pompei e gli Egizi” e “Pompei e i Greci”, il suggestivo passaggio dedicato all’Etruria campana riscoprirà non soltanto le opere possedute dai musei a Napoli, Pontecagnano, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, ma anche i reperti che oggi sono al British Museum, al Petit Palais, a Berlino ed a Monaco. Frutto di un’intensa attività di ricerca, la mostra ricostruirà contesti che contribuiscono a definire la presenza etrusca in Campania tra l’VIII ed il V secolo a.C., individuando le diverse acquisizioni che hanno introdotto nelle collezioni del Museo materiali chiaramente afferenti al mondo Etrusco (tra questi, bronzi, terrecotte architettoniche, epigrafi, ceramica, armi, oggetti d’uso e d’ornamento).

Gli Assiri all’ombra del Vesuvio (dal 6 giugno 2019)
Nel patrimonio del Museo, sono presenti tredici calchi in gesso di rilievi neoassiri da Ninive e Nimrud, i cui originali appartengono alle collezioni del British Museum di Londra e sono esposti nel cosiddetto Assyrian
Basement. La mostra “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” avrà non soltanto la finalità di raccontare le caratteristiche di una grande civiltà del passato, creando un percorso divulgativo accessibile anche grazie alle nuove tecnologie della comunicazione, ma anche di porre in evidenza la straordinaria dimensione
del laboratorio culturale partenopeo a fine Ottocento. I calchi del MANN, infatti, sono giunti a Napoli, tra l’altro, grazie anche ai rapporti intensi fra Giuseppe Fiorelli (1823-1896) e Henry Austin Layard
(1817-1894), che volle omaggiare l’archeologo napoletano con un frammento di rilievo assiro proveniente dalla sua collezione privata. Eccezionale la presenza, nel percorso espositivo, di ventotto reperti provenienti dal British Museum di Londra e di undici pezzi dell’Ashmolean Museum.

Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia (dal 25 settembre 2019)
Il mare nostrum in esposizione, tramite reperti di archeologia subacquea, provenienti da importanti istituzioni museali internazionali (Londra, Boston, Parigi, San Pietroburgo, Atene, Bodrum): grazie alla mostra “Thalassa”, il MANN si configurerà, sempre più, come centro di cultura euro- mediterranea, capace di tracciare, in un iter dotto e divulgativo al tempo stesso, i percorsi che hanno fatto grande la nostra storia.
Tra Vecchio Continente e nuovi mondi, il mare dell’antichità sarà presentato come luogo reale di integrazione, in cui il melting-pot culturale ha garantito la dimensione sempreverde di un patrimonio da valorizzare: diverse le sezioni in cui sarà articolata la mostra, per collegare il mare al mito ed al sacro, all’esplorazione ed alla navigazione, al commercio, alla guerra, all’otium, alle risorse marine ed alla vita di bordo. Il percorso espositivo nasce dalla collaborazione scientifica con l’Assessorato alla Cultura ed all’Identità Siciliana della Regione Sicilia e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

Tra 2019 e 2020: il Museo che cambia volto

Le principali attività che hanno caratterizzato e caratterizzeranno, in prospettiva 2020, il restyling delle collezioni e l’ampliamento delle aree espositive del Museo rientrano in due diversi framework progettuali: a) il Fondo di Sviluppo e Coesione/FSC 2014-2020 (Piano Stralcio Cultura e Turismo, di cui alla Delibera CIPE 3/2016), che prevedrà interventi di sistemazione del piano interrato del MANN, con la finalità di
sviluppare nuovi spazi per la collocazione dei reperti ed allestire aree visitabili nei depositi; b) il PON “Cultura e Sviluppo 2014-2020”, che seguirà quattro linee progettuali: 1. Riallestimento delle aree museali poste al piano terra dell’ala occidentale con una nuova sistemazione di parte della statuaria campana; 2. Ristrutturazione della copertura; 3. Completamento, restauro e valorizzazione del cosiddetto “Braccio Nuovo”; 4. Museo accessibile: nuove tecnologie della comunicazione al servizio del processo di fruizione del visitatore del MANN. Nell’ambito dei suddetti interventi, si segnalano, di seguito, le più importanti operazioni di modernizzazione degli spazi museali: MAGGIO 2019: NUOVA APERTURA DELLA SEZIONE MAGNA GRECIA
La Collezione Magna Grecia è uno dei nuclei storici del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: il suo ultimo allestimento risale al 1996. La Direzione del MANN ne ha definito la riapertura perseguendo due obiettivi principali: l’esigenza di assicurare un programma di comunicazione chiaro, attraente e corretto rispetto ai contenuti ed alla ricostruzione storica dei contesti; il rispetto delle finalità complessive del sistema museale per costruirne un’identità riconoscibile nelle forme e nell’immagine della rappresentazione. Il tema delle culture a contatto sarà centrale nella comunicazione espositiva, soprattutto per spiegare la complessità delle coesistenza e dei sistemi di relazione tra le diverse comunità dell’Italia meridionale prima della Romanizzazione. Tra i maggiori nuclei espositivi risalta la presenza del materiale votivo da Locri, in particolare quello proveniente dal santuario in contrada Parapezza. Questo complesso votivo permette di rappresentare in maniera esemplare l’importanza del rituale religioso nel sistema di organizzazione sociale dei Greci nelle città e nei territori dipendenti. Da Locri provengono anche numerosi bronzi di eccezionale qualità artistica, uno dei prodotti più pregiati dell’artigianato magno-greco; i più antichi sono rappresentati da un elmo calcidese con paragnatidi a forma di testa di ariete con occhi in avorio, databile agli ultimi decenni del VI sec. a.C.; un’hydria lavorata a sbalzo e a cesello decorata con testa di Gorgone degli inizi del V sec. a.C. e un cinturone con ganci a freccia della seconda metà del IV secolo a.C. (questi ultimi reperti saranno mostrati in anteprima stampa, nei laboratori di restauro del MANN, mercoledì 16 gennaio). Così, nell’antica sede espositiva, ovvero nelle sale prospicienti al Salone della Meridiana, i visitatori potranno ripercorrere il “mondo” della Magna Grecia attraverso alcuni grandi sentieri tematici (ad esempio, l’architettura, la religione, la pratica del banchetto e le forme di interrelazione tra le diverse popolazioni dell’Italia meridionale). Saranno esposti reperti che, nel corso del XIX secolo, appartenevano a collezioni private o provenivano dagli scavi condotti nel Regno di Napoli.

GIUGNO 2019: NUOVA APERTURA DELLA SEZIONE PREISTORIA
La collezione raccoglierà gli antichi reperti provenienti da vari centri della Campania, con lo scopo di ripercorrere le vicissitudini, spesso complesse ed alterne, legate al popolamento della Regione. Riconsegnare queste particolari e rarissime opere al visitatore significherà effettuare un vero e proprio viaggio della conoscenza, per comprendere in che modo veicolare la diffusione del nostro patrimonio: così, la sezione Preistoria vivrà un restyling nell’allestimento e nella comunicazione dei contenuti informativi.
La creazione di segnali e pannelli user friendly, la definizione di un iter di visita che sarà, allo stesso tempo, ascendente ed a ritroso (si salirà di livello, andando dall’età del ferro sino al più remoto periodo paleolitico)
contribuirà ad incrementare le suggestioni del percorso museale. Un percorso che si adeguerà ai nuovi standard della ricerca scientifica, seguendo le diverse stagioni dei ritrovamenti archeologici, intercorsi dalla
ine dell’Ottocento sino agli anni Novanta del secolo scorso.

GIUGNO 2019: NUOVA SISTEMAZIONE DEL GIARDINO DELLA VANELLA
Rimasta chiusa per anni ed andata distrutta, per la maggior parte, dallacostruzione della grande teca espositiva di acciaio e vetro (ora demolita) e dalle lavorazioni del cd. Braccio Nuovo, finalmente nel 2019 verrà riaperta la seconda parte del Giardino della Vanella, cui seguirà, dopo breve tempo, la terza di completamento: in tal modo, sarà ampliata l’offerta di spazi verdi del Museo, iniziata nel 2016 con il recupero dei due giardini storici adiacenti l’atrio, il Giardino delle Camelie e quello delle Fontane. Il progetto di recupero, che prevede un restauro delle parti ancora esistenti del precedente giardino (l’ipogeo di Caivano, la fontana, il colonnato, i muretti in mattoni) ed un ripensamento in chiave moderna degli spazi ormai liberati dai detriti con abbattimento delle barriere architettoniche, cerca di creare un legame ancora più solido tra la città ed il Museo, inserendo anche elementi in grado di valorizzare il rapporto tra passato e presente attraverso l’utilizzo di elementi architettonici e naturali. L’impianto ippodameo della Napoli antica troverà spazio nella sistemazione dei vialetti che, intrecciandosi, inquadreranno grandi aiuole, dalle quali spunteranno alberi, arbusti e fiori in gran parte legati alla storia del giardino ed alle collezioni del museo. Il tema dell’acqua verrà riproposto grazie al restauro della fontana voluta da Amedeo Maiuri e posta al centro del giardino, fontana che è la riproduzione in scala di una peschiera di epoca romana. Il richiamo al mondo antico troverà la sua massima espressione nel restauro dell’Ipogeo di Caivano: si tratta di una tomba gentilizia romana databile tra il I ed il II sec. d.C., affrescata con scene di paesaggi idillico-sacrali; la tomba (rinvenuta a Caivano nel 1923 e poi smontata e rimontata nel Giardino della Vanella) per le sue caratteristiche strutturali rimarrà quasi completamente interrata e sarà visitabile dal pubblico solo attraverso una scalinata (per i diversamente abili, sarà creato un sistema di accessibilità virtuale tridimensionale).

IN CORSO NEL 2019: ATTIVITA’ DI COMPLETAMENTO DEL BRACCIO NUOVO
Dopo la collocazione di alcuni uffici (restauro e didattica) e l’apertura della caffetteria, che sarà spazio per rilassarsi e gustare prodotti tipici della tradizione partenopea, entro l’autunno di quest’anno termineranno i lavori nel cosiddetto “Braccio Nuovo”: non soltanto verrà allestita, in collaborazione con il Museo “Galileo Galilei”, una nuova sezione tecnologica dedicata all’antica Pompei, ma verrà inaugurato l’auditorium, spazio dedicato agli eventi ed alla didattica.

PROSPETTIVA 2020: UN NUOVO QUARTIERE DELLA CULTURA PER IL CENTRO STORICO DI NAPOLI
Il MANN fa rete con la città: grazie ad uno studio realizzato dall’Università di Roma Tre e dal Dipartimento di Architettura dell’Università “Federico II”, il processo di rinnovamento del Museo non si limita alle collezioni ed agli spazi espositivi, ma entra in rapporto sempre più stretto con il centro
storico di Napoli. Prevista, infatti, la valorizzazione delle strade e dei giardini limitrofi al Museo e rientranti nel perimetro compreso tra il MANN, l’Accademia di Belle Arti e l’Istituto Colosimo: la fruizione dell’arte, così, non viene iscritta nella pertinenza di un solo istituto, ma rientra in un percorso più complesso all’interno di un vero e proprio quartiere cittadino dedicato alla cultura.

Il Museo e la città

L’impegno nel sociale
Nel 2019 proseguirà l’impegno del Museo nel sociale: dopo la donazione dell’anno scorso, grazie alla quale alcuni clochard avevano ricevuto una fornitura di biancheria intima per due mesi, anche per quest’anno la Direzione del Museo, in collaborazione con Gesco (Consorzio di Coop Sociali), ne offrirà una dotazione ancora più ampia, capace di coprire un intero semestre.
Con un atto concreto, il MANN darà un aiuto simbolico per sostenere le persone senza fissa dimora di Napoli: la biancheria intima, infatti, rientra fra gli indumenti di cui c’è urgente bisogno per favorire un processo di emersione dall’estremo disagio sociale che caratterizza alcune fasce della comunità civile.

Va segnalato che il Consorzio di Coop Social Gesco ha avviato l’accoglienza diurna attraverso un servizio docce e di orientamento socio- sanitario rivolto alla popolazione autoctona ed immigrata che vive in condizioni di estrema marginalità urbana.

Le attività didattiche e divulgative: le proposte del 2019 a cura del Servizio Educativo del Museo:
• Realizzazione di progetti specifici per convenzioni con Istituti scolastici per Alternanza Scuola/lavoro (elaborazione di Itinerari nelle collezioni del Museo, approfondimenti tematici con realizzazione di schede digitali sui capolavori e affiancamento con il personale per la conoscenza di tutte le attività museali);
• Incontri di Archeologia (conferenze programmate settimanalmente per l’intero anno gratuite aperte a tutti);
• MannforKids-Laboratori per bambini (5-12 anni ogni mese per tutto l’anno), con l’inserimento di un programma MannBaby dedicato ai più piccoli ( 3-4 anni);
• Laboratori tematici legati ai nuovi allestimenti (Preistoria e Magna Grecia) ed alle mostre in programma (Canova, Assiri, Etruschi);
• Formazione del personale del MANN per la realizzazione di itinerari dedicati a pubblici speciali ( autistici e con disabilità cognitive);
• Organizzazione e realizzazione di percorsi per pubblici speciali (disabilità sensoriale e motoria); si cita in particolare, al proposito, il progetto “La bellezza che cura”, dedicato a malati oncologici per scoprire il valore terapeutico dell’arte;
• Corsi di formazione per la promozione del MANN proposti a categorie coinvolte con il turismo cittadino (Vigili urbani, albergatori, tassisti);
• Tirocini per studenti delle Università Italiane ed estere.

Le grandi mostre del 2020

Lascaux 4.0
Per celebrare il riallestimento e la riapertura della sezione preistorica del MANN, l’atrio del Museo ospiterà, da febbraio ad aprile 2020, l’esposizione internazionale sulle famose Grotte di Lascaux. Si tratta di una riproduzione fedele delle grotte francesi rinvenute nei primi anni del ‘900 e rese celebri dalla bellezza delle pitture rupestri, risalenti al Paleolitico superiore, che ne adornano le pareti. L’allestimento prevede, oltre alla riproduzione di una parte delle Grotte di Lascaux, diverse sezioni dedicate alla didattica, all’esplorazione sensoriale, alla documentazione storica, con un’attenzione particolare agli effetti di realtà aumentata, in grado di ricreare la magia e le suggestioni di uno straordinario monumento storico e naturalistico.
I Gladiatori
Dopo la programmazione a Basilea, tra settembre 2019 e marzo 2020, nel maggio del prossimo anno sarà in calendario al Museo Archeologico Nazionale di Napoli un percorso espositivo sui Gladiatori: la mostra
permetterà non soltanto di presentare al pubblico la collezione delle armi gladiatorie del MANN, ma anche di preannunciare una sua ricollocazione permanente negli spazi museali. Accanto alla ricerca scientifica, grande risalto sarà attribuito alle nuove tecnologie della comunicazione applicate alla materia archeologica.
I Bizantini
Da dicembre 2020, proseguirà al MANN la retrospettiva dedicata alle popolazioni che hanno connotato storia e tradizioni del territorio italico: dopo Longobardi ed Etruschi, sarà la volta dei Bizantini, cui verrà dedicata una mostra destinata a riscoprirne l’influsso nel Sud del nostro paese. Analogamente a quanto accaduto nelle precedenti esperienze espositive, anche per i Bizantini il taglio scientifico sarà legato alla matrice didattica e divulgativa, finalizzata ad avvicinare diversi tipi di pubblico alla riscoperta di pagine importanti della nostra storia.

 

 

Carica altro di articoli correlati
Carica altro in Eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Controlla anche

13.06.2019/ Presentazione libro Napoli in Love/4

  E’ stato presentato il 13 Giugno al MANN libro Napoli in love/4 ispirato all&…