Home Eventi 5 ottobre 2018 / 6 gennaio 2019 P_Reesistenze – memorie di un borgo.

5 ottobre 2018 / 6 gennaio 2019 P_Reesistenze – memorie di un borgo.

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P_ReESISTENZE è un progetto fotografico che attraversa  la storia di un antico borgo calabrese – Badolato,  mia terra natale  –  collezionando ‘’memorie’’ e tracce del suo passato che hanno modellato, nel corso del tempo e della mia attività, la poetica e le direttrici della mia pratica.  Mettendo a fuoco particolari e dettagli che connotano l’attuale paesaggio urbano e di quel che resta della città vecchia, dai primi piani dedicati alle abitazioni ormai abbandonate ai ruderi e le rovine sparse, fino ai piccoli elementi di spazi domestici ormai fatiscenti  un tempo vivi e vissuti, ho ripercorso quei sentieri che hanno forgiato il mio carattere, il mio immaginario, il mio modo di relazionarmi al mezzo fotografico; ho costruito un dialogo tra oggetto e contesto, in ogni scatto,  per rievocare l’anima e lo spirito di un luogo.

La presenza umana si colloca, in questo lavoro, nelle sfumature: oggetti e residui di vite, ormai corrosi dal tempo e dall’assenza, sono la testimonianza di esistenze indelebili, di una vicenda che pretende di essere ricostruita attraverso la minuziosa raccolta di ciò che l’azione umana produce ed ha prodotto attraverso il suo svolgersi.

La serie di immagini, di cui ogni elemento rimanda al tema del passaggio umano e della sua essenza, si articola intorno alla urgenza di riannodare i fili della memoria in un avvicendarsi di scene di vita quotidiana che possiamo solo immaginare come incastonate negli scatti fotografici.

Inizialmente concepita come lavoro intimo e privato,  questa narrazione per immagini sembrava adattarsi alla necessità di creare l’occasione di interpretare collettivamente la memoria del Borgo attraverso una fruizione attiva tale da arricchire ciascuno scatto. Ogni immagine costituisce uno spazio aperto, uno squarcio in cui si attiva la sinergia tra chi osserva e chi ha osservato e scattato. Spesso mi sono chiesto come impreziosire certi scorci, intensi e terribili al tempo stesso, e come riportare alla luce quelle esistenze destinate all’oblio. Pavimenti, vecchie mattonelle sbrecciate, mura crollate  e crepe – come ferite profonde e insanabili – portoni e maniglie arrugginite raccontano ciò che è stato nel segno dell’imponente dialettica tra passato e presente, tra ciò che era e ciò che è, tra quello che sentivo di restituire alla comunità per indagare un passato che faccia luce sul presente e indichi un futuro.

Il progetto fotografico P_ReESISTENZE richiedeva, perciò, in ragione di queste riflessioni e intenzioni, un più ampio coinvolgimento di quella comunità mio punto di riferimento ed è cosi che è nato il workshop creativo P_ReESISTENZE/LAB un laboratorio  volto ad ampliare il percorso espositivo per attivare una solida cooperazione tra gli attori della filiera culturale e artistica del territorio. Con il proposito di avviare una serie di reAZIONI a catena per ingenerare una partecipazione attiva del fruitore – e  grazie alla preziosa collaborazione di Vincenzo Squillacioti – gli scatti sono stati affidati ai veri  portatori di quella cultura e delle tradizioni del nostro Borgo che,  ispirati dall’immagine, hanno raccontato la storia e le storie di Badolato per creare delle didascalie dedicate e condividere il processo creativo dell’intero progetto. Il percorso della mostra P_ReESISTENZE è diventato, dunque, un lavoro corale interamente dedicato all’esercizio della memoria, bene collettivo di inestimabile valore.

P_ReESISTENZE  racconta la storia di un antico borgo calabrese – Badolato,  mia terra natale  –  collezionando ‘’memorie’’ e tracce del suo passato.

“Mettendo a fuoco particolari e dettagli che connotano l’attuale paesaggio urbano e di quel che resta della città vecchia  ho costruito un dialogo tra oggetto e contesto, in ogni scatto,  per rievocare l’anima e lo spirito di un luogo.”

 

Pino Codispoti

 

Osservare le fotografie di Pino Codispoti equivale a fare un viaggio temporale nel passato, una sorta di scavo archeologico tra abitazioni ora dirute, ma che hanno ospitato voci, emozioni, speranze, in ultima analisi vita. È questa una sensazione che tutti noi proviamo quando ci accingiamo a ricollegarci con le antiche generazioni. Un contesto di questo tipo poteva essere molto simile a quello che seguì qualche anno dopo la caduta di Roma, la distruzione dei palazzi micenei, più semplicemente la vista dei centri costieri senza più abitanti dell’antica Etruria descritti da Rutilio Namaziano nella tarda età imperiale. Eppure, anche rispetto all’abbandono, la vita prepotentemente risorge: fili d’erba, radici, alberi si sostituiscono alle persone e di questo nuovo mondo l’arte fotografica ne coglie il segreto diffondersi.
A poco a poco ricominciano a farsi sentire quelle antiche voci e si riannodano, grazie ad uno straordinario progetto, con quelle di nuovi arrivati.
Il miracolo del ritorno dell’uomo si ripete, la vita di nuovo trionfa, la fotografia la documenta, l’archeologia torna nel soffitto. Con grande piacere il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sostiene e ospita la mostra, a partire dal 5 ottobre 2018, dopo la tappa di Badolato, perché negli obiettivi della sua mission ha anche quello di indagare e recuperare il passato, con ogni mezzo, per favorire un futuro più consapevole, che ospiti persone sensibili ed aperte ad ogni forma di cultura.

Direttore Museo Archeologico di Napoli
Paolo Giulierini

 

 

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