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“Di Roma, di Napoli e d’altre cose sparse”: dal 5 aprile, la personale di Guido Pecci

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Mostra - Di Roma, di Napoli e d'altre cose sparse

“Di Roma, di Napoli e d’altre cose sparse”: al via la personale di Guido Pecci

Museo Archeologico Nazionale (5 aprile- 7 maggio)

Un artista, l’attuale capitale d’Italia, la grandiosa capitale del Regno delle Due Sicilie, i frammenti di un’esperienza di vita: sono queste le componenti essenziali della personale di Guido Pecci “Di Roma, di Napoli e d’altre cose sparse”, nuova incursione nell’arte contemporanea in programma al MANN dal 5 aprile (inaugurazione alle 17) sino al 7 maggio.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria Honos Art di Roma ed a cura di Marco De Gemmis e Loredana Rea, definisce, ancora una volta, come sottolinea il Direttore Paolo Giulierini, “la propensione dell’Archeologico a ricollegare il passato ed il presente, infrangendo le barriere temporali per affermare l’universalità delle espressioni della Cultura”.

Dopo l’esperienza de “La casa di Giulia” (2005), Pecci torna a riflettere sul tema dell’antichità, trasfigurata e reinterpretata grazie a tre elementi essenziali: innanzitutto il gioco delle forme, che non sono mai delineate in modo univoco, proprio per rappresentare i contorni sfumati della memoria; ancora, i colori (in via prevalente, nero, grigio e rosa antico), combinati in nuances che rielaborano le più care reminiscenze pittoriche dell’artista; infine, la “materia viva” delle opere in mostra (tele, carte di dimensioni differenti, frammenti di argilla), materia capace di riflettere la contaminatio sapiente che ciascun intellettuale concretizza nel proprio lavoro.

“In questa esposizione ho trasferito la mia visione di due città amatissime, ricche di stratificazioni storiche”, afferma Guido Pecci “è una visione inscindibile dalle innumerevoli tracce di antichità, che emergono quotidianamente e vanno sottratte all’oblio”.

Così, in una successione imprevista e sorprendente di emozioni, l’artista, in ordine volutamente sparso, ripropone frammenti immaginifici, che spaziano dalle suggestioni letterarie del Satyricon di Petronio al mistero mitico della Sibilla Cumana: a queste parentesi di memoria, dunque, l’arduo compito di costituire un’ampolla di senso, un desiderio inesausto di sopravvivenza (culturale) perenne.

 

Note biografiche dell’artista

Guido Pecci (Alatri, 1975), dopo aver conseguito il diploma di laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, frequenta il “Centro Internazionale per l’Incisione Artistica di Urbino”.

Tra le principali mostre personali: “Di Roma, di Napoli e d’altre cose sparse”, galleria “Honos Art” – Roma, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Fondazione Umberto Mastroianni – Arpino (a cura di Marco De Gemmis e Loredana Rea); “Pink like a chewingum”, galleria “Federico Rui Arte Contemporanea” – Milano (a cura di Alessandro Trabucco); “Don’t Forget me”, galleria “Romberg Arte Contemporanea” – Roma (a cura di Gianluca Marziani); “Painting kills the mural stars”, galleria “Franco Riccardo Arti Visive” – Napoli (a cura di Enrico Macelloni).

Prende parte a rassegne e mostre collettive in spazi pubblici e privati, tra i quali: “Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles”, “Istituto Italiano di Cultura di Madrid”, “Istituto Italiano di Cultura di Lisbona”, “Istituto Italiano di Cultura di Cracovia”, “Politecnico di Valencia”, “Museo Internazionale delle Ceramiche” – Faenza.

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