Home news RAI CULTURA – La poesia di Gabriele Tinti al Museo Archeologico di Napoli: legge Alessandro Haber

RAI CULTURA – La poesia di Gabriele Tinti al Museo Archeologico di Napoli: legge Alessandro Haber

8 min read
0
0
614

Gabriele Tinti ha composto una serie di poesia ecfrastica ispirata ai capolavori dell’arte antica. Nei due video che presentiamo lo scrittore si è ispirato a due tipologie di ritratti retrospettivi: uno di Omero e l’altro di Esiodo. La lettura delle poesie è di Alessandro Haber ed è stata realizzata il 14 Marzo come anteprima del Festival MANN Muse al Museo organizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Così Gabriele Tinti spiega il progetto: “Gli intensi volti ritratti, l’aura di un’immagine divina che da questi trapela, mi hanno sempre fatto provare una profonda nostalgia per un’età mitica dell’arte e della poesia in cui questa riusciva a cantare davvero, un’età in cui efèbi, bardi – presto destinati a scadere in rapsodi ed infine negli scribacchini quali noi siamo divenuti – utilizzavano la parola viva con voce divina. Dopo di allora non furono più salmodiazioni, non più presentimenti, non più divinazioni. Nessun canto successivo, nessuna poesia, alcuna arte d’oggi, potranno davvero risplendere non appena messe a confronto con la prima grande stagione della poesia così come noi ce la rappresentiamo. Non potranno farlo perché l’immaginazione è morta per eccesso di parole e per overdose d’immagini che si svuotano di senso. Le icone d’oggi, le parole, la scrittura, hanno perso la loro intensità religiosa, la loro ‘aura’, e non sono altro che una rincorsa a quella magica ‘traccia di ciò che è scomparso’ (Baudrillard), di quel tempo in cui ‘gli Dei camminarono tra gli uomini’ (Holderlin). Noi poeti siamo ancora quei mostri che tentano di salvarsi attraverso la parola di cui parla Cioran ma siamo stretti in un vicolo cieco. Nelle due poesie da me composte trapela tutta la nostalgia, la stanchezza, provata nell’intraprendere oggi questa impossibile rincorsa”.

Gabriele Tinti è un poeta e scrittore italiano. I suoi libri sono conservati nei maggiori centri di ricerca della poesia internazionale come la Poets House di NYC, il Poetry Center di Tucson, la Poetry Foundation di Chicago, la Poetry Collection di Buffalo e la Poetry Library del South Bank Centre a Londra. Ha scritto ispirandosi ad alcuni capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposo, Il Galata suicida, il Victorious Youth , il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando con Musei come Il Museo Nazionale Romano, il Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Metropolitan di New York, il LACMA di Los Angeles e la Glyptothek di Monaco. Le sue poesie sono state lette da Robert Davi, Vincent Piazza, Michael Imperioli, Franco Nero, Burt Young, Anatol Yusef, Alessandro Haber e Joe Mantegna. Nel 2014 è stato invitato a partecipare alla Special Edition Series del SouthBank di Londra. Nel 2016 ha pubblicato “Last words” (Skira) in collaborazione con Andres Serrano. Il progetto “Rovine” verrà raccolto in un libro (Skira) nel 2018.

Alessandro Haber, nato a Bologna, trascorre gran parte della sua infanzia in Israele insieme al padre rumeno e alla madre italiana. Recita per Nanni Moretti in “Sogni d’oro” (1981); in “Amici miei – Atto II” (1982) di Mario Monicelli; partecipa al film di esordio di Gabriele Salvatores, “Sogno di una notte d’estate”(1983) e nel 1986 Pupi Avati lo scrittura per “Regalo di Natale”. Nel 1986 compare in “La donna del traghetto” di Amedeo Fago, “Anche lei fumava il sigaro” di Alessandro di Robilant, “Grandi magazzini” di Castellano Pipolo, “Innocenza” di Villi Hermann e “Com’è dura l’avventura” di Flavio Mogherini. Nel 1989 vince il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per il film, “Willy Signori e vengo da lontano” di Francesco Nuti. Negli anni novanta recita in Parenti serpenti del 1992 di Mario Monicelli. In teatro ha recitato in Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Georg Büchner, Arlecchino, Ugo di Carla Vistarini, Scacco pazzo (da cui ha poi tratto l’omonimo film del 2003 che lo ha visto debuttare come regista) e L’avaro di Molière. Nel 2006 riceve il Premio Gassman come miglior attore per l’interpretazione di Zio Vanja nell’omonimo testo di Anton Čechov. Scrive e canta canzoni. Il suo primo CD è “Haberrante”(1995), a cui seguono “Qualcosa da dichiarare” (1999), “Il sogno di un uomo”(2003) e “La valigia dell’attore” singolo composto da Francesco De Gregori. Nel 2006 lavora con Giuseppe Tornatore ne “La sconosciuta” ottenendo il Nastro d’Argento nel 2007 come miglior attore non protagonista e, nel 2011, è diretto da Ermanno Olmi nel film “Il villaggio di cartone”.

LEGGI L’ARTICOLO

Load More Related Articles
Load More In news

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also

Rassegna Stampa e Web – Fuoriclassico 13 Dicembre 2017

http://www.napolimagazine.com/cultura-gossip/articolo/mann-fuoriclassico-tutto-esaurito-pe…