Stazione Neapolis

Nike

Nike
Nike

Nike

La statua fu rinvenuta nel 1893 a Napoli, in via A. Scaloia, nel corso della demolizione della Chiesa di Sant’Agata agli Orefici, durante il risanamento urbanistico.

La statua marmorea potrebbe risalire all’età flavia o ai primi decenni del I sec. d.C.

La Nike (figura della mitologia greca, personificazione della vittoria), acefala e priva delle ali, avanza su un terreno roccioso, con il braccio sinistro disteso lungo il fianco a reggere un attributo (una palma?) poggiato sulla base in un incastro quadrangolare, il destro invece sollevato a tenere probabilmente una corona. Indossa un chitone (tunica) e un himation (mantello) con apoptygma (sorta di scialle) in vita. Sulla parte posteriore sono visibili tasselli e fori usati in origine per sorreggere le ali.

Si tratta di una replica romana di buona esecuzione derivata da modelli greci della fine del V sec. a.C., in particolare dalla Nike di Paionios per il santuario di Olimpia.

Testa del princioe giulio-claudio

Nerone Cesare

Testa del princioe giulio-claudio

Nerone Cesare

Il ritratto marmoreo, rinvenuto nel 2004 nel corso degli scavi della Metropolitana di Napoli a Piazza Nicola Amore, risale al secondo quarto del I sec. d.C.

La statua raffigura un giovane dal capo lievemente reclinato a sinistra. I tratti fisionomici superstiti evidenziano la stretta parentela con il padre Germanico, nipote di Tiberio, da questi adottato nel 4 d.C. per espressa volontà di Augusto e destinato alla successione. Le caratteristiche della capigliatura, che con l’instaurazione del Principato contraddistinguono i ritratti dei membri della casa imperiale giulio-claudia, sembrano potersi attribuire ad uno dei figli di Germanico, probabilmente il maggiore, Nerone Cesare (6-29 d.C.)

Il movimento della testa e la completa rifinitura del lato posteriore lasciano ipotizzare che il ritratto fosse pertinente ad una statua di tipo ideale, replica di un modello atletico o eroico, che troverebbe una plausibile collocazione nel contesto architettonico di rinvenimento.

kantharos

Kantharos di ceramica a vernice
kantharos

Kantharos di ceramica a vernice

Rinvenuto nel 2004 nel corso degli scavi della Metropolitana di Napoli a Piazza Municipio, l’oggetto risale alla fine del IV – inizi III sec. a.C.
Il kantharos presenta un orlo svasato, il corpo bilobato con vasca inferiore costolata definita superiormente da una doppia scanalatura, anse a sezione circolare sovrastanti l’imboccatura, piede a stelo. Sulla parete della vasca superiore si conserva la traccia di un’iscrizione sovradipinta in bianco. Il testo in greco si svolge con andamento lineare e progressivo e si legge ΑΓ[ΑΤ]ΟΚΛΕΟΣ ΣΩΤΗΙΡΟΣ (Agatokles Soteiros). All’attacco delle anse è presente una X incisa.

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