Plastico di Pompei

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Il plastico di Pompei rappresenta, in scala 1:100, l’aspetto della città vesuviana dagli inizi degli scavi sino al secondo dopoguerra, costituendo talora l’unica documentazione esistente delle sue strutture e decorazioni nelle zone danneggiate dal trascorrere del tempo o scomparse in conseguenza di eventi bellici.

Dopo continui spostamenti tra Napoli e Pompei, fu smembrato per custodirlo e proteggerlo dagli eventi del secondo conflitto mondiale, per essere infine ricomposto e collocato nel Museo nel 1950.

Nella riproduzione mancano solo l’anfiteatro, l’insula occidentalis e l’insula 2 della regio VIII, oltre alle evidenze venute alla luce durante gli scavi effettuati nel corso degli ultimi decenni del XX secolo.

Il grande modello venne progettato su iniziativa di Giuseppe Fiorelli, ispettore degli scavi di Pompei dal 1861 e curatore del Museo dal 1863 al 1875, mentre la sua realizzazione venne affidata prima a Felice Padiglione e, nel 1908, a Nicola Roncicchi, già autore del plastico della Villa della Pisanella di Boscoreale.

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