Pithekoussai – Preistoria e protostoria

Apollo e le Ninfe

Apollo e le Ninfe
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Apollo e le Ninfe

Il bassorilievo, realizzato in marmo di Carrara e proveniente dal santuario delle Ninfe nella località Nitrodi di Barano d’Ischia, è databile per il contesto al II sec. d.C. (100 – 199 d.C.).

La scena, inserita in una cornice modanata, raffigura sulla sinistra Apollo (figlio di Zeus e Latona, fratello di Artemide, dio del sole e delle arti impersonate dalle Muse), nudo, con la cetra poggiata su un tripode, seguito da tre Ninfe (divinità minori, associate alle acque, facenti parte del corteo di Artemide o Dioniso), divise da due pilastrini, coperte da una tunica nella parte inferiore del corpo e con il torso nudo, che portano conchiglie e versano acqua dai vasi.

Skyphos con decorazione geometrica

Skyphos con decorazione geometrica

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Skyphos con decorazione geometrica

La coppa, risalente alla prima metà dell’VIII sec. a.C. (780 – 770 a.C.), fu rinvenuta nella tomba n. 29 nella necropoli, scavata tra il 16 febbraio e il 26 luglio 1903, nel fondo Osta di Cuma (Pozzuoli).

La Skyphos (bassa coppa per bere) presenta orlo arrotondato, labbro verticale distinto, breve spalla sfuggente, ventre rastremato, anse orizzontali a bastoncello impostate obliquamente sulla zona di massima espansione, fondo piatto. La superficie interna della vasca è interamente verniciata eccetto una fascia risparmiata sul labbro, mentre su quella esterna, al di sotto di due fasce orizzontali sul labbro, sulla spalla si sviluppa un motivo à chevrons (alcuni trattini verticali, altri irregolari) tra gruppi di linee verticali; la parte esterna delle anse è interamente verniciata, come il ventre eccetto una fascia a risparmio; il fondo è risparmiato.

Kotyle

Kotyle
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Kotyle

La coppa, realizzata nel Protocorinzio antico (725 – 700 a.C.), fu rinvenuta nella tomba n. 201 della necropoli Sud-Ovest di Calatia, Maddaloni (CE), scavata dal dicembre 1980 al maggio 1981 e dal marzo 1982 all’agosto 1982.

La kotyle (coppa biansata profonda per bere) presenta orlo indistinto, vasca profonda, anse orizzontali a bastoncello, su piede ad anello. Sulle anse vi sono due linee orizzontali; sulla superficie esterna della vasca, dall’alto verso il basso, lo spazio metopale contiene dodici uccelli filiformi monopodi eseguiti con pennello multiplo tra due gruppi di tratti verticali paralleli; seguono sottili linee orizzontali parallele, due larghe fasce orizzontali che ricoprono anche il piede.

Boccale con decorazione geometrica

Boccale con decorazione geometrica

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Boccale con decorazione geometrica

Il boccale, che si data per contesto al Neolitico medio, nella prima metà del quarto millennio a.C. (3999 – 3500 a.C.), proviene dalla Grotte delle Felci di Capri.

L’oggetto, di forma carenata, plasmato con argilla depurata e lisciata sulla superficie esterna, appartiene alla classe di materiali che identifica il cosiddetto “stile di Capri”.

Presenta sul corpo, all’interno di uno spazio metopale delimitato da bande di colore rosso marginate in bruno, un motivo decorativo costituito da una losanga alternata a fasci di linee parallele. Sull’orlo corre inoltre una linea in bruno, dalla quale pendono verso l’interno linee di colore bruno. Il vaso è stato interamente ricomposto utilizzando i due frammenti rinvenuti e integrando in gesso le parti mancanti.

Coppa del signore dei cavalli

“Coppa del signore dei cavalli”
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Coppa del signore dei cavalli

La coppa fu rinvenuta nella tomba a fossa con copertura a ciottoli n. 697 della necropoli in località Fornaci presso Santa Maria Capua Vetere (CE), appartenente ad un adulto inumato; si data alla fase II C dell’età del Ferro nel terzo quarto dell’VIII sec. a.C. (749 – 725 a.C.).

La coppa quadriansata su alto piede, con orlo piatto, labbro verticale, vasca carenata, piede svasato profilato, cavo e fenestrato, presenta sul labbro due coppette tra cui vi è una applicazione plastica raffigurante un uomo che regge per le briglie due cavalli affrontati.

La decorazione della coppa consiste in gruppi di tratti verticali alla base del labbro, tra cui sono poste bugnette coniche. Il piede, attraversato da una fila di aperture triangolari, è decorato da due incisioni orizzontali all’attacco con la vasca, e da un motivo continuo a spina di pesce, tra file di puntini, sulla costolatura che precede il fondo.

 

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