Sale e sezioni espositive

sezione - egizia

Sezione egizia
Preziosa testimonianza del collezionismo egittologico, la Sezione, tra le più antiche d’Europa, è formata da oggetti rinvenuti a Pompei, Ercolano e Pozzuoli e da collezioni private diverse per gusto, epoca e modi di formazione: il Naoforo Farnese, le collezioni Borgia (XVIII sec.) e Picchianti (XIX sec.) e piccoli nuclei minori. Circa 2500 oggetti documentano aspetti della civiltà egizia dall’Antico Regno (2686 a.C.) all’epoca greco-romana (395 d.C.).

Sezione egizia

Atrio

Atrio
Le sculture in marmo e in bronzo esposte provengono principalmente da monumenti pubblici della città di Ercolano (Teatro e Augusteum) indagati nel ‘700. Sullo scalone monumentale è la statua di Ferdinando I di Borbone, opera del Canova.

Atrio 

Sculture della Campania romana

Sculture greco-romane dalla Campania
Nella galleria che dà sul giardino occidentale sono sistemati temporaneamente capolavori provenienti da diversi siti della Campania, tra cui l’Afrodite Sosandra da Baia, il rilievo di Orfeo ed Euridice, la Psyche di Capua e il celebre Doriforo dalla Palestra di Pompei, nonché numerosi sarcofagi.

Sculture greco-romane dalla Campania

Mosaici
Unici al mondo per varietà di tecniche e materiali, i mosaici vesuviani sono organizzati in modo che si possano apprezzare le diverse tipologie dei “dipinti in pietra” (Plinio il Vecchio), dall’opus sectile all’opus vermiculatum. Il nucleo centrale della raccolta è il ricco contesto dalla Casa del Fauno di Pompei, con il celebre mosaico con la battaglia di Alessandro e Dario. Da non perdere le colonne a mosaico, il Memento mori e i due quadretti a soggetto teatrale di Dioskurides dalla Villa di Cicerone a Pompei.

Mosaici

Gabinetto segreto
Fu creato per raccogliere materiali a soggetto erotico, considerati al tempo immorali, provenienti principalmente dai siti vesuviani. L’allestimento include materiali di età preromana, affreschi provenienti da case private e lupanari di Pompei e un ampio numero di amuleti fallici di varia foggia e materiale. Notevoli il Pan e la capra dalla Villa dei Papiri di Ercolano, la Venere in bikini e la statuetta della divinità indiana della fertilità Laksmi.

Gabinetto segreto 

Sala della meridiana

Il salone della meridiana
Deve il suo nome alla meridiana solare inserita nel pavimento sul finire del ‘700, testimonianza del progetto di dotare l’edificio di un osservatorio astronomico. Nella volta, affrescata da Pietro Bardellino nel 1781, è l’allegoria della Virtù che incorona Ferdinando IV e Maria Carolina, con i cartigli “Regibus virtutibus fundata felicitas” e “Iacent nisi pateant”, celebrativi della politica culturale della dinastia regnante. Alle pareti, diciotto tele di Giovan Evangelista Draghi raffiguranti i Fasti Farnesiani.

Il salone della Meridiana

Metalli

Metalli, avori e vetri
La raccolta delle suppellettili, organizzata secondo il tradizionale criterio della divisione per classi di materiale, include oggetti provenienti dai siti sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Fra i materiali in bronzo, notevoli gli strumenti chirurgici e musicali e la selezione di piccoli manufatti di uso domestico. Rilevante è la serie degli oggetti in avorio e in osso, alcuni destinati al gioco, come i dadi e gli astragali, altri alla sfera femminile, come la cassetta portagioie. Eccezionali le terrecotte invetriate di gusto egittizzante.
Una sala offre un ampio repertorio della suppellettile da cucina e da mensa in bronzo e il prezioso servizio da mensa in argento (118 pezzi) dalla Casa del Menandro a Pompei. La collezione dei vetri, unica per la varietà di tipi e tecniche di lavorazione, annovera autentici capolavori tra cui il Vaso blu, in vetro-cammeo.

Metalli, avori e vetri

Plastico di Pompei

Plastico di pompei
Il modello, realizzato in legno, sughero e carta in scala 1:100, documenta lo stato di avanzamento degli scavi di Pompei al 1879 e costituisce in alcuni casi l’unica testimonianza di pitture e mosaici andati perduti.

Plastico di Pompei

stazione neapolis

Napoli antica
 La sezione illustra le fasi greca e romana di Napoli attraverso i rinvenimenti degli scavi condotti fra ‘800 e ‘900: dai reperti del primo insediamento di Parthenope, alla ricca documentazione delle necropoli di Neapolis, alle testimonianze epigrafiche e scultoree degli edifici privati e pubblici di epoca romana. La collezione si completa con i materiali emersi per la realizzazione della nuova linea della Metropolitana, esposti nel corridoio di collegamento con la stazione Museo.

Napoli antica

preistoria

Preistoria e protostoria
La sezione documenta i più interessanti siti preistorici e protostorici della Campania e dell’Italia meridionale, con materiali da collezioni private e scavi.
Di particolare importanza i contesti della Grotta delle felci a Capri della Grotta di Pertosa, la necropoli del Gaudo e i ritrovamenti da Capua, Calatia, Vivara e Palma Campania.

Preistoria e protostoria

Tempio di Iside

Tempio di Iside
La riscoperta del Santuario di Iside a Pompei, avvenuta durante i primi anni degli scavi, destò enorme scalpore in Europa e diffuse, prima della spedizione napoleonica (1798), la moda dell’egittomania. L’allestimento ricostruisce l’Iseo nel suo apparato architettonico e decorativo: il ciclo delle pitture, gli arredi in marmo, bronzo e terracotta, le iscrizioni e le suppellettili.

Tempio di Iside

Affreschi
 I frammenti di intonaco dipinto distaccati dagli edifici delle città vesuviane sono preziosa testimonianza della pittura decorativa di età romana e ne documentano in modo esemplare la varietà dei soggetti e l’evoluzione stilistica tra il I secolo a.C. e il I d.C. L’esposizione è organizzata per contesti di provenienza e costituisce, insieme con i numerosissimi altri affreschi in deposito, il più vasto repertorio esistente di pittura antica, reso ancor più straordinario dalla pressoché totale scomparsa della pittura greca. Da non perdere la Saffo, la Flora da Stabia, le megalogra e dalla Villa di P. Fannio Sinistore a Boscoreale e le pitture della Villa di Agrippa Postumo a Boscotrecase.

Affreschi

pithecusa

Pithecusa
La sezione è dedicata ai reperti rinvenuti sull’isola di Ischia, l’antica Pithecusa, il più antico insediamento greco in Occidente (VIII sec. a.C.). Interessanti la ricostruzione della capanna di Punta Chiarito e i rilievi di età romana dal santuario delle Ninfe Nitrodi.

Pithecusa

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