Ritratti

Agrippina
6029 rittratti- farnese

Agrippina

La statua marmorea di dimensioni lievemente inferiori al reale, rappresenta una donna matura in atteggiamento pensoso con le mani giunte in grembo. La figura, seduta su di una sedia ricoperta dall’himation (mantello), indossa un leggero chitone (tunica), che nel trattamento del panneggio tradisce una derivazione da modelli della metà del V sec. a.C., ed in particolare da Fidia o da scultori della sua cerchia, ma riferiti a statue di culto di Afrodite o Igea. Su tale modello è costruita la testa ritratto di una dama avanti negli anni, come rivelano le pieghe del collo, con piani facciali e marcati tratti somatici, identificabile come Agrippina sotto spoglie divine.

Appartenuta alla famiglia Farnese, la statua fu collocata negli Orti Farnesiani del Palatino e dal 1767 nella Villa della Farnesina a Roma. Passata ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, fu trasferita a Caserta alla fine del 1700 e infine esposta nel Museo dal 1805.

Busto di Cesare

Cesare

Busto di Cesare

Cesare

Il busto fu rinvenuto presso il monastero di San Lorenzo, in località Spolia Christi, nell’area in cui in età medievale si riteneva fosse ubicato il Foro di Traiano.
La scultura, esposta a Palazzo Farnese, era destinata, secondo un progetto mai realizzato, a decorare l’ingresso principale dell’edificio. Passata ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, fu trasferita a Caserta alla fine del 1700 e infine esposta nel Museo dal 1805.

Collocato su una base modanata a profilo concavo ed integrato da C. Albacini, raffigura Giulio Cesare con i tratti regolari, la capigliatura a ciocche rivolte verso la fronte, il cranio particolarmente sviluppato, due profonde rughe orizzontali sulla fronte ed il mento pronunciato. Il volto rappresenta un’immagine matura del dittatore con la fronte corrugata e le palpebre sporgenti sugli occhi. Le guance sono solcate da profonde rughe di espressione; la bocca sottile è serrata. I capelli sono pettinati a virgole che incorniciano il volto partendo dalla sommità della testa per mimetizzare l’incipiente calvizie.

Busto di Marco Aurelio

Marco Aurelio
Busto di Marco Aurelio

Marco Aurelio

La scultura marmorea fu esposta a Palazzo Farnese a Roma; passata ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, fu poi trasferita ed esposta nel Museo.

Il ritratto, poggiante su un busto moderno di C. Albacini, era verosimilmente di carattere pubblico. Il volto dell’imperatore, ritratto in età avanzata, è scarno e incorniciato da una folta capigliatura a file sovrapposte di piccoli riccioli che continuano, quasi senza soluzione di continuità, nella barba altrettanto fitta. Gli occhi, dalle pupille grandi e ben aperte, ulteriormente messi in risalto dalle profonde arcate oculari, appaiono molto espressivi; gli zigomi sono pronunciati, il naso è sottile e ben definito, la bocca dalle labbra strette è quasi completamente coperta da una fila di baffetti. Complessivamente, emerge l’immagine di un sovrano illuminato, con lo sguardo intenso e concentrato, a ragione rivolto verso l’alto.

Busto di Caracalla

Caracalla
Busto di Caracalla

Caracalla

La scultura di marmo, rinvenuta nelle Terme di Caracalla, fu per breve tempo acquisita da Mario Macaroni per poi passare ai Farnese, che la esposero a Palazzo Farnese. Passata ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, fu trasferita nel 1787 a Napoli e fu esposta dal 1805 nel Museo.

Il ritratto, su busto e peduccio dovuti al restauro di C. Albacini, raffigura l’imperatore Caracalla (188-217 d.C.). Il volto dell’imperatore si presenta con una leggera torsione verso sinistra e l’espressione fortemente caratterizzata da un cipiglio d’ira pieno di pathos. La capigliatura è a riccioli serrati come pure la barba fitta e corta che incornicia il volto con effetti chiaroscurali accentuati. Il busto è avvolto da una clamide che lascia scoperto lo spallaccio della corazza con frangia. Deriva da un tipo molto diffuso tra il 212 e il 217 d.C., anno della morte dell’imperatore.

Claudio

Claudio
Claudio

Claudio

La scultura in marmo, esposta a Palazzo Farnese a Roma, passò ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, e fu poi trasferita ed esposta nel Museo. Il ritratto, su busto e peduccio dovuti al restauro di C. Albacini, raffigura l’imperatore Claudio.

Le fattezze dell’imperatore si ispirano ad un accentuato verismo, che mette in particolare evidenza le caratteristiche fisionomiche: il volto ha una forma rigidamente triangolare, la fronte è solcata da rughe, gli occhi sono infossati e gli zigomi scarniti. La testa è coronata dal serto civico di quercia, che sottolinea l’eredità imperiale di ascendenza augustea. Il ritratto è stato eseguito agli inizi del principato, quando l’imperatore aveva da poco superato i 50 anni d’età; infatti la capigliatura resa a ciocche lavorate a tenaglia e a coda di rondine ricorda molto da vicino quella dei principi della dinastia giulio-claudia; inoltre, in ritratti successivi, le caratteristiche del volto appaiono ulteriormente appesantite dagli anni.

Busto di Omero

Omero
Busto di Omero

Omero

Di ignota provenienza il ritratto fu acquisito dalla famiglia Farnese e collocato prima a Palazzo Farnese e poi alla Villa della Farnesina. Passato ai Borbone per via ereditaria tramite Carlo III, il ritratto fu trasferito nel 1790 a Napoli e infine esposto nel Museo. Il busto, restaurato da C. Albacini, raffigura un personaggio avanzato negli anni e dall’aria ispirata, rispondente ai canoni del ritratto ricostruttivo del poeta Omero, celeberrimo a partire dal maturo ellenismo e noto in notevole numero di copie e repliche. Il volto ossuto e dagli zigomi sporgenti è solcato da numerose rughe, gli occhi sono profondamente incassati ed aperti a mostrare la cecità del poeta, il cui atteggiamento ispirato è ulteriormente sottolineato dalle labbra dischiuse.

L’uso frequente del trapano nella lavorazione della chioma e la netta separazione della capigliatura dal volto attribuiscono il ritratto in questione all’opera di scultori del periodo antonino e quindi lo datano specificamente al terzo quarto del II sec. d.C.

 

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