Gli spazi

edificio

edificio
Il Museo non è solo sede museale: al suo interno sono ospitati il Laboratorio di restauro, la Biblioteca e gli Archivi storici che rappresentano, per il loro contributo scientifico, punti di eccellenza a livello internazionale.

Dal 1777 l’edificio, sorto alla ne del ‘500,fu interessato da una lunga fase di lavori di ristrutturazione e progetti di ampliamento, affidati agli architetti F. Fuga e P. Schiantarelli. I piani sono raggiungibili tramite scalone o ascensore. Complessivamente, la sede museale si estende su circa 18.500 mq.; di questi, circa 8.550 sono adibiti ad aree espositive, distinte su cinque livelli: piano interrato (Sezione Egizia ed Epigrafica), piano terra (Sezione Farnese); piano ammezzato (Mosaici, Gabinetto Segreto, Numismatica), primo piano (Sezioni Affreschi, Bronzi, Preistoria, Tempio di Iside, Villa dei Papiri); secondo piano (Medagliere). Ulteriori 6.000 mq circa sono adibiti ad aree di deposito, mentre 3.400 mq circa sono sede di uffici e servizi (Biblioteca, Archivio Storico, Laboratorio di Restauro).

l’edificio

giardini

giardini storici
I giardini interni si sviluppano nei due cortili posti ai lati dell’ingresso principale del Museo; sono stati oggetto, nei primi mesi del 2016, di pulizia e risistemazione, che ne hanno consentito la riapertura al pubblico dopo diversi anni. In quello orientale è stato ricostruito un giardino romano temporaneo, con un pergolato di viti e rose ed elementi scultorei, in concomitanza con la mostra “Mito e Natura”

i giardini storici

I depositi
I depositi del Museo, denominati scherzosamente “Sing-Sing” in ragione della presenza di imponenti cancelli e grate di sicurezza, raccolgono decine di migliaia di pezzi in attesa di restauro e collocazione visibile, in larga parte provenienti da Pompei ed Ercolano: si tratta in prevalenza di oggetti di uso quotidiano in bronzo, ceramica e vetro che gli scavi sette-ottocenteschi hanno consentito di recuperare. Sulle mensole, pentole, vasellame, recipienti per commestibili, bilance, candelabri e lucerne. Altro deposito è costituito dalle sale a piano terra e seminterrato, note come deposito delle “Cavaiole”.

i depositi

Storia del museo

Archivio e biblioteca
La Biblioteca possiede oltre 40.000 volumi e riviste di carattere specialistico, di argomento archeologico e numismatico ed ogni pubblicazione relativa al Museo. I volumi presenti sono reperibili sia attraverso il tradizionale catalogo cartaceo, sia attraverso quello informatizzato.
L’Archivio Storico conserva le carte relative alla vita ed al funzionamento del “Real Museo Borbonico e Soprintendenza agli Scavi del Regno”, una delle più antiche istituzioni museali e di tutela in Europa, poi variamente trasformatasi nel corso del tempo – nel titolo come nel raggio di competenze – diventando innanzitutto “Nazionale” con l’Unità d’Italia.
I documenti – che vanno dalla metà del ‘700 al 1920 ca. – riguardano due principali ambiti di attività: il Museo (ivi compresa la Pinacoteca, trasferita al Museo di Capodimonte nel 1957), e gli scavi, a cominciare da quelli di Pompei, Ercolano e Stabia fino ai tanti altri eseguiti, dal Governo come da privati, in numerose località dell’Italia meridionale e poi della sola Campania.
L’archivio è attualmente costituito da circa 12.000 fascicoli, 300 disegni e 180 volumi manoscritti contenenti gli inventari antichi del Museo. Tutto questo materiale è catalogato in un data-base e conserva l’antica classificazione per categorie tematiche e/o topografiche, che è stata rispettata e ricostituita nel riordino compiuto negli ultimi anni.

Archivio e biblioteca

laboratorio di restauro

Il laboratorio di restauro
Il laboratorio di restauro svolge un’attività di servizio non solo a favore delle esigenze interne del Museo ma è anche spesso chiamato a rispondere alle esigenze esterne connesse ai reperti rinvenuti nelle attività di scavo realizzate dalle Soprintendenze.
Il laboratorio sviluppa la propria attività anche grazie alle relazioni di cooperazione a livello internazionale; ad esempio, collabora da anni con il Getty Conservation Institute di Los Angeles (Usa), con il quale sono stati realizzati i restauri di importanti opere facenti parte delle collezioni permanenti del Museo, quali l’Apollo Saettante proveniente dagli scavi di Pompei, la Statua di Tiberio proveniente da Ercolano e, da ultimo, un vaso apulo da Altamura. I reperti, dopo il restauro, vengono temporaneamente esposti nel museo americano.

il laboratorio di restauro

stamperia
Ammonta a circa 6.000 rami utilizzati per le stampe delle opere librarie promosse da Carlo III. Di recente il volume con mostra “La reale stamperia Borbonica” promossa dall’Istituto Poligrafico dello Stato a Roma ne ripercorre vicende e consistenza

la stamperia

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