Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Apertura e orari: aperta al pubblico il lunedì, martedì e giovedì dalle 9.30 alle 15.00. Chiusa nel mese di agosto.

Contatti

 081 4422135

 sar-cam.na@beniculturali.it

Responsabile:  Maria Rosaria Esposito

 081 4422209

 mariarosaria.esposito@beniculturali.it

Visite guidate

La Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli offre un servizio gratuito di visite guidate a cura del personale interno, che si effettuano su prenotazione, per un massimo di 30 persone per gruppo, esclusivamente nei giorni e negli orari concordati.

Bollettino delle nuove accessioni 

NA 2015 1

NA 2015 2

NA 2015 3

NA 2016 1

Pubblicazioni disponibili per lo scambio

Scambio PUBBLICAZIONI

Si è formata nel corso dell’Ottocento, nello storico palazzo che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, come strumento di studio di quella che fu la più grande istituzione museale e di tutela dell’Italia meridionale: il Real Museo Borbonico e Soprintendenza Generale degli Scavi del Regno delle Due Sicilie, di cui documenta la storia e l’attività fino ai giorni nostri.

Si è costituita nel tempo con i volumi acquistati per le necessità dell’Istituto o provenienti da fondi ecclesiastici soppressi, e con i libri donati da soprintendenti e funzionari, da studiosi e visitatori del Museo e delle aree archeologiche, o ancora attraverso gli scambi bibliografici con altre istituzioni. È stata la biblioteca, per citare alcuni, di Michele Arditi, primo Soprintendente e Direttore del Museo tra il 1808 e il 1831, di Giuseppe Fiorelli, di Ettore Gabrici e di Amedeo Maiuri. Quanti hanno contribuito alla conoscenza e alla conservazione dei nostri monumenti vi hanno lasciato con le loro pubblicazioni tracce del proprio lavoro, come tuttora accade. Oggi, mentre continua a essere una biblioteca ‘tecnica’, è diventata un punto di riferimento per gli studi di archeologia, mostrando le sue potenzialità di centro di documentazione e informazione.

In quanto biblioteca di Soprintendenza e Museo ‒ specializzata nell’archeologia classica e in altre discipline connesse con lo studio delle civiltà antiche ‒ ne documenta cospicuamente le attività di tutela, valorizzazione, ricerca ed espositive. Il suo patrimonio, che si incrementa per acquisti, scambi e donazioni, è costituito da oltre 40000 volumi, di cui circa 5000 editi tra il ‘500 e l’800, e da 643 periodici, di cui 74 correnti.

La Biblioteca dispone di materiale grafico e di una piccola sezione di risorse elettroniche.

Sale e sezioni

Storia
Storia della biblioteca

Storia

Note storiche di Maria Rosaria Esposito 

Manca un atto ufficiale che sancisca la nascita della Biblioteca del Museo.

Si legge in un documento di archivio del 15 dicembre 1901, quando il Museo e la Soprintendenza (che aveva allora giurisdizione sull’intero territorio campano) erano sotto la direzione di Ettore Pais: «[…] dalle varie raccolte antiche e recenti di libri che prima erano sparse per il Museo, si è venuta formando una vera Biblioteca, la quale, appunto perché sorge ora, ha bisogno d’essere organizzata […]».

In effetti, non vi è forse edificio cittadino che, come quello del Museo, abbia accolto, a livello progettuale o di fatto, altrettante e diverse raccolte librarie.

A cominciare dalla «libraria pubblica» per ospitare la quale Giulio Cesare Fontana, incaricato dal viceré don Pedro Fernandez conte di Lemos, mise mano alla cinquecentesca cavallerizza da trasformare in Palazzo dei Regi Studi e progettò la Gran Sala (il Salone dell’Atlante o della Meridiana) nel corpo centrale dell’edificio. Si era nel 1615 quando gli Studi Pubblici, trasferiti dal Convento di S. Domenico Maggiore, furono inaugurati nella nuova sede, ancora incompleta nell’ala orientale. La Biblioteca della Regia Università degli Studi fu nel 1777 trasferita con quella, per far posto al Museo, all’interno delle strutture del soppresso Collegio Massimo dei Gesuiti al Salvatore e diede poi luogo alla Biblioteca Universitaria di Napoli.

È il caso ancora della Reale Biblioteca, inaugurata il 13 gennaio 1804 alla presenza del re Ferdinando I, come parte del nuovo istituto museale della capitale. Diventata «Borbonica» nel 1816 e nel 1860 dichiarata «Nazionale», essa fu spostata nel 1925 dall’edificio del Museo nel Palazzo reale a piazza del Plebiscito.

Aveva già lasciato nel 1868 il Museo, che pure era stata la sua sede originaria, il Reale Istituto di Belle Arti trasferendosi nell’ex convento di San Giovanni delle Monache, restaurato e adeguato alla nuova destinazione d’uso da Enrico Alvino, e si era portata con sé la sua Biblioteca, istituita nel 1849 ad uso degli allievi.

Nel 1817 un’altra istituzione cittadina aveva chiesto al Direttore Michele Arditi ospitalità nel Museo per depositarvi la sua biblioteca ed il suo archivio: la Società Reale Borbonica, che, composta dall’Accademia Ercolanese di Archeologia, dall’Accademia delle Scienze e dall’Accademia di Belle Arti, si riuniva nella sede che aveva presso il Museo. La Società Reale, nata nel 1808 per decreto di Giuseppe Bonaparte e poi rinominata da Ferdinando I di Borbone nel 1817 Società Reale Borbonica, era erede della Reale Accademia Ercolanense del 1755. Il Museo la ospitò fino al 1861. È logico pensare che la sua biblioteca sia stata poi trasferita – in tutto o in parte – nell’ex convento gesuitico a via Mezzocannone, dove a quella Accademia Ferdinando aveva cercato di dare nuova vita, rifondandola nel 1780 come Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere, e dove è ancora collocata, pur con cambiamenti della sede all’interno del complesso, con il nuovo nome attribuitole nel 1948, di Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti.

Nel 1828 il marchese Michele Arditi, aveva offerto in dono al Real Museo, di cui era direttore, parte delle medaglie romane della sua collezione privata e, sempre per accrescere «lo splendore dello stabilimento», la sua biblioteca numismatica, che fu consegnata al Museo il 27 agosto 1831. Quella del Medagliere, arricchitasi nel tempo, è la prima raccolta di libri, tra quelle fin qui considerate, rimasta nell’edificio. Ancora oggi legata per collocazione alla collezione delle monete, essa è parte della serie inventariale e della gestione dell’attuale Biblioteca del Museo e consta di circa duemila documenti.

Negli anni 1861-62 una serie di fondi librari, appartenenti a ordini religiosi soppressi, si ripartirono tra le biblioteche cittadine. Nei documenti dell’epoca si incomincia a leggere di una biblioteca che il Consiglio di Direzione del Museo iniziava a raccogliere ed ordinare con le poche ma non comuni opere rimaste per lunghi anni dimenticate nella collezione del Medagliere, chiusa nel 1849 dal governo Borbonico ed allora di nuovo aperta.

In una nota d’archivio del 2 dicembre 1861, si propone che i libri dell’abolito ordine dei Gesuiti, riguardanti la numismatica e l’archeologia, «siano immessi e portati nel Museo in aumento della nascente sua biblioteca», in maniera «che potranno con molto frutto essere studiati e consultati dai cultori delle nostre antichità, nel visitare i monumenti preziosi raccolti appunto nel Museo Nazionale».

Ai libri provenienti dai fondi dei monasteri soppressi, dalla Biblioteca del Museo di S. Martino e da quella della Scuola Archeologica di Pompei  ̶  istituita per iniziativa di Giuseppe Fiorelli nel 1866 per dare nuovo corso agli scavi di Pompei e per formare il personale che delle antichità nazionali si sarebbe occupato  ̶, si aggiunsero e andarono ad arricchire la Biblioteca del Museo quelli di altre biblioteche private. Lo provano, oltre ai documenti di archivio, quegli elementi ‒ timbri, collocazioni, inventari, ex-libris e dediche ‒, che i libri recano come segni della loro storia, utili a ricostruire la provenienza dei fondi della Biblioteca e la trama delle relazioni intercorse tra l’istituzione Museo-Soprintendenza e quanti con essa hanno collaborato per oltre due secoli al progresso della ricerca e della disciplina archeologica.

Nel 1879, essendo stata messa in vendita la ricca biblioteca Santangelo, il Direttore del Museo Nazionale Giulio De Petra ne propose l’acquisto al Direttore Generale Fiorelli, per le opere di numismatica che potessero interessare l’Istituto.

Risalgono agli inizi del ‘900 notizie più circostanziate sull’ubicazione e l’organizzazione della Biblioteca del Museo.

Dalla Relazione della «Commissione per la sistemazione de’ locali del Museo e della Biblioteca Nazionale di Napoli» (che allora ancora convivevano nello stesso edificio), stesa nel 1902 da Benedetto Croce, si ricava la «biblioteca particolare del Museo» era allora ubicata già nella parte dell’edificio in cui si trova attualmente, occupando una delle cinque stanze all’epoca appartenenti agli uffici del Museo, che costeggiavano la terrazza dell’ala rivolta a settentrione del cortile orientale.

Nell’ambito di una più generale ricognizione del patrimonio del Museo e degli Scavi di Pompei e di sistemazione delle scritture inventariali dell’Istituto, avviata ancora nei primi anni del ‘900, fu impiantato il «Giornale delle immissioni delle pubblicazioni» della Biblioteca del Museo Nazionale di Napoli, che con la data del 28 giugno 1904 reca sulla prima pagina il timbro «BIBLIOTECA DEL MUSEO NAZIONALE-NAPOLI», timbro che si ritrova su molti dei libri dell’attuale Biblioteca. Il 28 dicembre 1906 fu incaricato dal Direttore del Museo di assumere la Direzione della Biblioteca, per coordinarne la sistemazione e il perfetto funzionamento, l’archeologo Ettore Gabrici (1868-1962), docente di storia antica comandato in servizio al Museo.

È nei primi anni Venti del ‘900 che la Biblioteca prese l’assetto attuale (nel 1995 saranno aggiunte due nuove sale, utilizzate per l’accoglienza dei lettori e per la sistemazione dell’incremento del patrimonio bibliografico). Nel maggio del 1920, infatti, l’Ufficio tecnico della R. Soprintendenza alle Antichità della Campania e del Molise e Direzione del Museo Nazionale di Napoli, allora diretta da Vittorio Spinazzola, mise a punto un progetto per il completamento di una nuova sala e la sistemazione di quella antica adibita a Biblioteca del Museo. Questa era da molto tempo in completo disordine per la esiguità dello spazio, e aveva assoluto bisogno di essere messa nello stato di funzionare. Nella Relazione allegata al Progetto si trovano chiaramente spiegate le ragioni dei lavori: «Attualmente la scaffalatura dell’unica sala della Biblioteca di questo Museo Nazionale non contiene che appena da cinque a seimila volumi, moltissimi dei quali nascosti gli uni dietro gli altri, riuscendo molto difficile la ricerca del libro che si desidera, mentre altrettanti volumi sono sparsi sopra tavoli e fino per terra, mancando regolare locale e scaffalatura per poterli contenere ordinatamente». Per dare una razionale collocazione all’importante collezione si costruiva sull’area della terrazza coperta del cortile orientale, posta a nord dell’edificio, una nuova sala  ̶  adiacente a quella già occupata dalla Biblioteca  ̶  oggi al centro tra quella che dà sul terrapieno del Museo e quella che affaccia sul cortile interno. Lavori di ebanisteria e falegnameria furono eseguiti per la scaffalatura della nuova sala e del superiore «passeggiatoio», per il vano di comunicazione tra le due stanze della biblioteca e per la sistemazione della scaffalatura della vecchia sala, dotata anch’essa di un ballatoio con librerie. Una scala in legno, con relativa impalcatura al piano del passeggiatoio, fu installata per accedere ai soppalchi delle due sale. I lavori furono terminati il 10 settembre 1921. Ultima ad essere approntata, verosimilmente non molto tempo dopo, col completamento dell’occupazione del terrazzo, fu la stanza con finestra che dà sul cortile orientale.

Per saperne di più:

    1. Cantilena, La gran sala della Meridiana, in Fasti Farnesiani, Napoli 1988, 14-27.
    1. E. Esposito, La Biblioteca della Soprintendenza, sede di Napoli, in MiBAC. Cultura a porte aperte 28-30 ottobre 2009, Campania, I pubblici del MiBAC, [Roma], 2009, 140-141.
    1. Finati, Il regal Museo Borbonico descritto da Giovambattista Finati, T. 1., pt. 1.: Delle statue, Napoli 1817.

 

Giornale degli scavi di Pompei, Napoli, n. s., 1, 1868.

    1. Milanese, Il Museo Reale di Napoli al tempo di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, in RIASA, s. 3, 19-20, 1996-1997, 345-405.
    1. Pozzi Paolini, Il Museo archeologico nazionale di Napoli in due secoli di vita, in Da Palazzo degli studi a Museo archeologico, Napoli 1977, 1-27.
Bibliografia sulla Biblioteca
Bibliografia sulla Biblioteca
Bibliografia sulla Biblioteca

Da Palazzo degli Studi a Museo archeologico : Mostra storico-documentaria del Museo Nazionale di Napoli, giugno-dicembre 1975. – Napoli: [s.n.], 1977 (Napoli: Stab. Arte Tipografica di A. R.)

Solimene Giovanni, La Biblioteca della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta,  in Accademie e Biblioteche d’Italia anno XLIX (1981), n.4-5

Esposito Maria Rosaria, La Biblioteca  della Soprintendenza, Napoli, in MIBAC, I pubblici del MiBac. Culture a porte aperte: 28-30 ottobre 2009, Roma 2009, p. 140-141

Esposito Maria Rosaria, La collezione dei rami incisi, in Città vesuviane: antichità e fortuna: il suburbio e l’agro di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabiae. – Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 2013, p. 42-49

La Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: la formazione, il fondo antico, libri su viaggi e antichità / a cura di Maria Rosaria Esposito; con il contributo di Piera Russo. Napoli: Giannini, 2016

Biblioteca del Medagliere
Biblioteca del Medagliere

Biblioteca del Medagliere

Le circa 2000 pubblicazioni di numismatica che la compongono, collocate nelle sale del Medagliere riservate agli studiosi, sono consultabili su prenotazione.

Fondo Olga Elia
Fondo Olga Elia

Fondo Olga Elia

Circa 1400 volumi appartenuti all’archeologa Olga Elia (1902-1977), che da funzionaria della Soprintendenza alle Antichità della Campania e del Molise collaborò alla catalogazione delle pitture parietali di Pompei e al riordino di diverse collezioni del Museo Archeologico di Napoli e dell’Antiquarium pompeiano.

Fondo Zancani Montuoro
Fondo Zancani Montuoro

Fondo Zancani Montuoro

La biblioteca di Paola Zancani Montuoro (1901-1987), scopritrice insieme a Umberto Zanotti Bianco dell’Heraion alla foce del Sele, è costituita da circa 3000 pubblicazioni. Donata dalla famiglia con il sostegno dell’Accademia Nazionale dei Lincei, fu trasferita, nel 1995, dall’ultima dimora dell’archeologa nella villa del Pizzo a S. Agnello di Sorrento, presso il Laboratorio di archeologia in via S. Maria ad Agnone, gestito dalla Soprintendenza in collaborazione con l’Istituto Universitario Orientale e il Centre Jean Bérard. È consultabile su prenotazione.

Cataloghi
Cataloghi

Cataloghi

Catalogo on line della Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli

I cataloghi cartacei consultabili in sede, per autori e titoli e per soggetti, registrano le pubblicazioni acquisite fino al 2006, anno in cui la Biblioteca è entrata a far parte del Servizio Bibliotecario Nazionale, rete di oltre 5800 biblioteche che consente la gestione cooperativa dei servizi e della catalogazione. Il patrimonio librario ha immediata visibilità nei cataloghi online (OPAC) dell’Indice SBN e della Biblioteca che consentono una ricerca libera e semplificata con diverse chiavi di accesso. L’OPAC della Biblioteca registra tutte le pubblicazioni acquisite dopo il 2006. È in corso il recupero catalografico dei fondi  storici, per cui esso contiene attualmente oltre 15000 notizie bibliografiche. Di queste, circa 2000 sono reperibili, a livello nazionale, soltanto presso la Biblioteca del Museo.

Regolamento DPR 417/95
regolamento interno

Ammissione

L’accesso è consentito previa richiesta scritta di ammissione alla Biblioteca e compilazione della carta d’entrata. L’utente deve essere munito di documento di riconoscimento.

Prima di accedere alla sala di consultazione l’utente è tenuto a depositare all’ingresso, in appositi armadietti, cartelle e altri oggetti; inoltre deve attenersi alle norme di legge che regolano l’uso di luoghi pubblici, osservando rigorosamente di non danneggiare il patrimonio dell’istituto, di non scrivere o far segni, anche a matita, su libri o documenti della Biblioteca, di non disturbare l’attività di studio e di lavoro, di non fumare.

Consultazione

Il materiale librario da consultare va richiesto compilando un modello fornito dalla Biblioteca. L’utente può richiedere in lettura fino a tre testi, ultimata la consultazione dei quali, può richiederne altri. Le richieste di consultazione si effettuano fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. È vietata la consultazione di documenti che non siano in buono stato di conservazione. Il materiale manoscritto, raro e di pregio, è dato in lettura dopo attenta valutazione delle motivazioni del richiedente da parte del responsabile della Biblioteca. Di tale materiale è possibile avanzare una richiesta per volta. Se di detto materiale la Biblioteca dispone di una riproduzione, questa viene data in lettura al posto dell’originale.

Gli utenti possono proporre alla Biblioteca dei propri desiderata, sia tramite web, sia consegnandoli direttamente al personale. Tali desiderata saranno presi in considerazione compatibilmente con la eventuale disponibilità di fondi e dopo una valutazione di coerenza a cura dell’Ufficio.

Servizi

Si fornisce un servizio di orientamento e di informazione bibliografica.

Essendo una biblioteca di consultazione, non è previsto il prestito dei volumi.

Per motivi di studio, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e dell’integrità delle opere, è possibile riprodurre, con mezzi propri, il materiale bibliografico, previa autorizzazione della Direzione.

Agli utenti della Biblioteca è consentito l’utilizzo di un personal computer nella sala di lettura.

Non è tuttavia possibile connettersi alla rete internet della Biblioteca.

Pubblicazioni della Biblioteca

La Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La formazione, il fondo antico, libri di viaggi e antichità / a cura di Maria Rosaria Esposito; con il contributo di Piera Russo. Napoli: Giannini, 2016

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