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LA REPUBBLICA – Lussemburgo, l’erma di Socrate dal Mann alla Corte di giustizia dell’Unione europea

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E’ la prima opera d’arte italiana ad essere esposta nel palazzo che custodisce numerosi capolavori.

Di busti antichi di Socrate ne esistono a bizzeffe. Quello conservato al Museo archeologico di Napoli, risalente al terzo secolo, ha però una caratteristica che lo rende unico. Ed è una scritta in greco sul pilastro, che cita il “Critone” di Platone. Nei passaggi si legge: “Da sempre non mi lascio persuadere se non da quel ragionamento che, secondo il mio modo di pensare, mi sembri il migliore”.

Una profonda dichiarazione di libertà, scolpita sotto il volto marmoreo dell’immenso filosofo ateniese, che troverà un legittimo spazio nelle sale del Palazzo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. A partire da giovedì 9, infatti, l’erma di Socrate del Mann volerà in Lussemburgo per un prestito di 18 mesi: sarà la prima opera italiana a confluire nelle collezioni dell’edificio, che già accoglie numerosi capolavori provenienti da tutto il continente. “Riteniamo questo prestito altamente significativo – spiega Paolo Giulierini, direttore dell’Archeologico – l’erma dialogherà simbolicamente con i 28 Stati membri dell’Unione Europea, rappresentati dai giudici e dai funzionari che popolano il palazzo. L’Italia non aveva mai prestato un’opera e ci siamo con piacere attivati individuando un capolavoro della Collezione Farnese, proprio per il suo riferimento alla funzione giudiziaria che appare nell’iscrizione”.

L’iniziativa rientra nel progetto Obvia, volto a diffondere l’immagine del museo partenopeo, coordinato da Daniela Savy, ricercatrice di Diritto dell’Unione Europea alla Federico II. L’opera sarà accolta nel palazzo lussemburghese con una cerimonia ufficiale alle 17.30, presieduta dal giudice Antonio Tizzano, vice presidente della Corte.“Finalmente – dichiara quest’ultimo – possiamo ospitare  che qui un’opera proveniente dalla mia città. L’Italia e Napoli in particolare, con tutte le loro ricchezze artistiche, non potevano essere assenti tra i tanti generosi donatori di opere d’arte alla nostra Corte”.

L’erma, già impacchettata e pronte per il trasloco, è alta circa 180 centimetri e foggiata in marmo di Carrara. Faceva parte della collezione di ritratti che l’antiquario Fulvio Orsini lasciò in eredità ai Farnese, dei quali era stato bibliotecario. È a Napoli fin dal 1789: questo sarà il suo primo spostamento in circa 230 anni. La scultura è una copia di età imperiale della statua pubblica in bronzo, foggiata da Lisippo alla fine del quarto secolo avanti Cristo e intitolata a Socrate da tutti gli ateniesi, pentitisi di averlo condannato a morte e giustiziato nel 399 con l’accusa di empietà e corruzione di giovani.

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