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STAYNERD – FATHER AND SON: QUANDO IL VIDEOGIOCO INCONTRA IL MUSEO

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Sebbene la definizione di nerd sia radicalmente cambiata nel corso degli anni, è innegabile che per certi versi il nerd modello sia un uomo di cultura.
Non stupisce dunque che Father and Son, il primo videogioco prodotto e distribuito da un museo, nella fattispecie il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), abbia attirato la nostra attenzione.
Si tratta di un videogioco 2D a scorrimento, che sarà scaricabile gratuitamente e senza alcun tipo di pubblicità a partire da marzo, sia per dispositivi Android che iOS.

Siamo stati alla sua presentazione proprio a Napoli, nella splendida cornice della Sala del Toro Farnese, dove erano presenti il Direttore del MANN Paolo Giulierini, il Prof. Ludovico Solima e il game producer Fabio Viola, già al lavoro per Electronic Arts e Vivendi, che ha parlato un po’ dello sviluppo del gioco e del prodotto in generale:
“Quando mi è arrivata la chiamata dal Direttore sono rimasto basito, perché non avevo mai considerato l’idea di unire due mondi come quello del museo e quello del videogioco, ma si trattava della perfetta unione tra ciò che avevo studiato, l’arte, e quello che è il mio lavoro, i videogame. Non avendo mai lavorato con un ente pubblico, la mia visione era un po’ stereotipata, credevo si trattasse di un progetto decisamente a lungo termine. Invece in circa otto mesi siamo riusciti a completare il prodotto.”

Ma se la storia delle interazioni tra videogiochi e musei si riduce a una serie di giochi, Father and Son vuole essere più di questo, tentando di rivolgersi ad un pubblico di tutte le età, guardando non solo a chi ha già dimestichezza con i videogame, ma anche a chi gli si avvicina per la prima volta, cercando di essere dunque appetibile pure per chi è abituato ad un tipo di gaming più classico.
Si tratta infatti di un gioco che cerca di esplorare sentimenti quali amore, sogni, paura, attraverso il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre archeologo che non ha mai conosciuto, con una particolare tecnica di narrazione che lo stesso Viola definisce come “storydoing”, piuttosto che “storytelling”.
Durante il viaggio il protagonista attraversa diverse epoche storiche, dall’antica Roma all’Egitto, passando per l’età borbonica fino ad arrivare alla Napoli di oggi.
Come ha spiegato infatti Sean Wenham, in un filmato mandato in onda durante la conferenza stampa di presentazione, sarà possibile con un semplice tap, passare da un’epoca storica al mondo moderno. Un istante saremo nella Pompei dell’eruzione del Vesuvio, ed in quello successivo con una semplice pressione, diverremo un visitatore del sito archeologico attuale, una delle ambientazioni ricreate all’interno del gioco insieme agli oltre 3 km di strade di Napoli realmente esistenti, ed altre ambientazioni ispirate alla città Partenopea, tutte dipinte a mano, così come il resto dei disegni che compongono il gioco.

Father and Son

Father and Son vanta inoltre una colonna sonora totalmente originale realizzata da Arkadiusz Reikowski (già compositore delle musiche di Kholat e Layers of Fear).
Ma quali sono gli obiettivi che il MANN si è posta con la realizzazione di Father and Son?
Nel 2016 il fatturato dell’industria videoludica a livello mondiale ha superato i 90 miliardi di dollari, ed in Italia ha interessato circa 18 milioni di persone. Se Father and Son sarà scaricato da una percentuale anche irrisoria di questo potenziale target, diciamo lo 0.5%, il museo potrebbe raggiungere circa 90mila persone, e se estendessimo questo ragionamento in scala mondiale, i risultati sarebbero ancora migliori.” – ha spiegato il Prof. Solima nel suo intervento, che ha poi proseguito: “Crediamo molto nel progetto, ci sono tutti gli ingredienti perché possa risultare un prodotto accattivante. Si tratta ovviamente di una sperimentazione, ma se i risultati saranno incoraggianti il MANN potrà decidere se proseguire o meno su questa strada anche in futuro”.
Per sapere se l’esperimento sarà riuscito dovremo aspettare il mese di marzo.

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