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ANSA – Tra mummie e magia, al Mann tornano i Faraoni

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NAPOLI – La rara mummia di un coccodrillo, quella di un bambino di epoca tolemaica, una preziosa mummia, risalente al 300 – 200 a. C. con la parte colorata originale che nasconde la testa e il busto, probabilmente una donna, statue come il celebre Naoforo Farnese, corredi funerari, amuleti: sono tra i 1500 reperti della raccolta egiziana più antica d’Italia quella del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da domani, dopo sei anni, riaperta al pubblico con un nuovo allestimento in cinque sale (mille metri quadrati) che rappresenterà un ulteriore forte richiamo per il Museo guidato da un anno da Paolo Giulierini. Il progetto è del Mann, dell’Università “L’Orientale” di Napoli e del Museo Egizio, con la cura di Valeria Sampaolo.
Tra le novità il percorso per bambini, ai quali è dedicato anche un fumetto di Blasco Pisapia “Nico e l’indissolubile problema?egizio” (Electa) che rientra nel progetto di comunicazione adottato dal Mann ‘OBVIA – Out of Boundaries Viral Art Dissemination’ con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato da Daniela Savy. “L’anima di un museo sono le collezioni che un museo possiede e i visitatori che un museo attrae – spiega Giulierini – il nostro primo compito è la restituzione pubblica di opere, spesso capolavori, che il pubblico non conosce o non vede da tempo, e dunque l’apertura rinnovata di parti essenziali del percorso espositivo”. Le statue egizie, nella maggioranza della Collezione Borgia, raffigurano faraoni, funzionari civili e militari, scribi e sacerdoti. Una sala è dedicata alla tomba e il corredo funerario, collegata alle sale che raccontano i riti della mummificazione e della magia, con mummie e sarcofagi, ma anche amuleti, canopi e cartonnage.
I sarcofagi del Mann sono anche testimonianza della storia delle acquisizioni, del trattamento e del restauro dei reperti egizi nell’Ottocento. Un focus particolare è dedicato a una delle false mummie del Museo che, create nel XIX secolo con 8 frammenti umani provenienti da due farmacie napoletane, permette di approfondire l’uso dei corpi antichi nella produzione della polvere di mummia.
Si prosegue con le immagini delle principali divinità del ricco pantheon egiziano antico sotto forma di statue in pietra, bronzetti, amuleti ed elementi decorativi, e le tre mummie di coccodrillo, connesse al culto del dio Sobek. Nella sala della scrittura, arti e mestieri una mappa che mette in evidenza la fitta rete di contatti intercorsi tra l’Egitto e i paesi protesi sul Mediterraneo tra l’VIII secolo a.C. e il periodo romano. Si possono ammirare anche i manufatti egiziani o egittizzanti rinvenuti in alcuni dei siti campani, del periodo orientalizzante, con uno sguardo al Lazio inferiore per la presenza nel Museo dell’obelisco di Palestrina acquisito con la Collezione Borgia e ancora manufatti in terracotta rinvenuti nei dintorni di Velletri. La Collezione egiziana del Museo si compone di circa 2500 oggetti databili tra l’inizio dell’epoca dinastica e la fine dell’epoca bizantina (3000 a.C. – 640 d.C.), pervenuti tra il 1803 e il 1917, attraverso l’acquisizione di collezioni private ad eccezione di un gruppo di oggetti egiziani ed egittizzanti rinvenuti in varie località archeologiche della Campania, a partire dalla seconda metà del Settecento. Ricco il programma del Mann per il 2018.
La Sezione Epigrafica verrà inaugurata formalmente la prossima primavera con la pubblicazione della relativa guida Electa (che edita anche la nuova guida alla sezione egizia), seguirà un progetto sugli Etruschi a Pompei. In concomitanza con l’avvio dei lavori per la riapertura della collezione magno-greca, verrà presentata una mostra sul rapporto tra Pompei e la Grecia, nella Sala della Meridiana e a Pompei nella Palestra Grande. E per l’autunno del prossimo anno già in calendario una mostra con il Musée national Picasso-Paris sul rapporto di Picasso con l’antico, focalizzato sulla leggendaria figura del Minotauro.

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